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08/05/16

I regali arrivano per posta!

POCKET LETTERS™
Scambiarsi doni è un'usanza ubiquitariamente diffusa e piacevolmente condivisa ma risulta particolarmente gradita se il regalo ci arriva da qualcuno che ha i nostri stessi gusti o interessi e sa bene cosa può farci contenti. E' su questo presupposto che si basa un fenomeno ultimamente molto popolare sul Web, quello dello swap, una sorta di baratto a tema, organizzato da un'associazione o da un gruppo di utenti che sono in contatto telematico.

Anche il mondo del papercraft non è rimasto insensibile alla tentazione dello swap, anzi sempre più spesso capita d'imbattersi su Internet in iniziative di questo tipo e sono del tutto comprensibili le motivazioni che spingono gli interessati a partecipare: quando realizziamo un progetto da regalare, che sia una card, un layout o un mini album, non ci aspettiamo altro che il ringraziamento della persona che lo riceverà.
Partecipando allo swap invece sappiamo che otterremo, in cambio della nostra fatica, qualcosa di pari valore, qualcosa pensato apposta per noi e realizzato con la nostra stessa cura ed identica passione.

Progenitrice di tutti gli swap è probabilmente l'ATC o Artist Trading Card, della quale abbiamo già partato in un precedente articolo.



Anche il fenomeno della mail art, dove ciò che viene scambiato non è dentro la busta ma fuori, potrebbe essere considerato una sorta di swap:



E poi naturalmente ci sono le cards e le tags che, per la loro natura e per le dimensioni contenute si prestano ad essere scambiate a mezzo posta, ma uno swap può essere organizzato anche con elementi più voluminosi e non necessariamente handmade, purchè attinenti ai gusti e agli interessi dei partecipanti: tipico swap tra papercrafters è il calendario dell'avvento natalizio, realizzato attraverso l'invio di numerosi pacchettini contenenti die cuts, tags, piccole decorazioni fatte a mano ma anche articoli per il crafting acquistati in negozio:



In ogni caso l'unico accorgimento da seguire è quello di contenere il peso totale del dono per evitare che lievitino i costi di spedizione arrivando a superare il valore della merce! ;-)

E se l'idea di partecipare ad uno scambio tra crafters c'intriga, allora non possiamo rinunciare alla nuova moda che impazza sul Web e che, partita dalle sponde della lontana California, si è rapidamente diffusa in Rete arrivando anche sugli italici social networks...
Ma sì mi riferisco alle Pocket Letters™, scommetto che ne avete già sentito parlare!
Sottoscrivendo l'adesione ad uno swap che le veda protagoniste, potrebbe arrivarci per posta una busta come questa:



E aprendola potremmo scoprire che contiene piccoli tesori come questi:



Come infatti suggerisce il loro nome, le Pocket Letters™ sono lettere provviste di tasche: ogni lettera è costituita da un foglio in polipropilene trasparente in formato A4 suddiviso in 9 scomparti delle dimensioni ciascuno di 2,5x3,5 pollici pari a 6,35x8,89 cm. (le misure appunto delle ATC) nei quali si può introdurre tutto ciò che si vuole...con il solo limite dello spazio a disposizione nella taschina! ;-)



Comunque non preoccupiamoci se ci ha preso un incontrollabile impulso allo shopping creativo perchè queste buste forate a tasche multiple non sono un nuovo articolo d'importazione disponibile a caro prezzo solo in negozi specializzati, si tratta infatti di semplici page protectors porta card reperibili per una manciata di centesimi anche in cartoleria!



Cos'hanno allora di speciale?
Niente!
O meglio: ciò che le ha rese speciali lo si deve all'ingegno di una signora americana a nome Janette Lane, che ha avuto l'idea di utilizzarle in questo modo e che, soprattutto, ha pensato bene di registrarne il nome come se fosse un marchio di fabbrica!
Non stupitevi, negli Stati Uniti non è una cosa insolita...date un'occhiata all'ultimo articolo sulla Guida alla Decomalia per saperne di più... ;-)




L'intraprendente Janette ha anche fondato un proprio social network, il Pocket Letter Pals™ Network (marchio registrato pure questo!) associandoci al quale potremo entrare in contatto con tante persone in ogni parte del mondo disponibili a scambiare le loro Pocket Letters™ con le nostre.



Cos'è possibile inserire nelle Pocket Letters™? Come già detto, l'unico limite da non superare è quello dell'ingombro fisico...ma d'altra parte sono davvero numerosissime le piccole cose tra cui scegliere: cards, tags, ephemera, fotografie, nastri e filati avvolti su un cartoncino, bottoni, lustrini, mollettine, clips, fiori di carta e stoffa, fiori di resina, ritagli di washi tape, stickers e die cuts, post-it e memo decorati, gemme adesive, charms, brads ed occhielli...e persino bustine di the e caramelle se pensiamo possano essere graditi a chi riceverà il nostro swap!



Riempite le 9 taschine non dovremo far altro che piegare in tre il page protector ed inserirlo in una busta in formato commerciale (di dimensioni 11x23 cm. circa) da spedire al nostro amico di penna...anzi di swap! ;-)
Ovviamente, prima d'imbustarla, potremo ingentilire ulteriormente la pocket letter con un packaging appropriato:





Una volta giunta a destinazione, la Pocket Letters™ potrà essere nuovamente dispiegata e, svuotate le taschine per utilizzarne il contenuto, sarà pronta ad essere ricaricata per un altro viaggio.
Se però l'effetto d'insieme ci piace e lo vogliamo conservare tale e quale, basterà procurarsi (se già non l'abbiamo in casa) un comune quadernone ad anelli che utilizzeremo come raccoglitore a perenne ricordo dello swap...prima però sarà meglio togliere le caramelle o altri eventuali contenuti deperibili! ;-)



Per concludere direi che non c'è da meravigliarsi del largo consenso ottenuto dll'iniziativa di Janette Lane: impiegando materiali standard di basso costo e facile reperibilità (i page protectors, le buste commerciali, i quadernoni ad anelli) ci ha fornito un divertente mezzo di socializzazione creativa...unico ma concreto deterrente rimane il disguido postale, purtroppo sempre in agguato!



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15/12/13

Tutti in maschera!

Sì, lo so, la prossima ricorrenza da festeggiare è il Natale e non il Carnevale, ma le maschere che vi propongo sono adatte a qualsiasi evenienza e possono essere impiegate con successo (e con divertimento!) in qualsiasi stagione...

Con il sussidio dei tamponi per timbri o degli inchiostri spray esse ci permettono infatti di creare decorazioni di vario tipo, più o meno complesse, sulla carta:



Sto parlando delle maschere in acetato che negli ultimi anni sono salite alla ribalta del papercraft soprattutto grazie all'opera di Tim Holtz, un vero maestro nel genere, del quale Advantus ha commercializzato un'intera serie di disegni per maschere:



In pratica le maschere servono, come dice il loro nome, a mascherare ovvero a proteggere la carta in modo che passandovi sopra l'inchiostro le aree sottostanti non si colorino. Il disegno viene così ottenuto per delimitazione del contorno con una tinta in contrasto col fondo...più semplice a farsi che a spiegarsi, ecco perchè vi conviene guardare il video seguente dove il mitico Tim -sì, proprio lui!- ci illustra le modalità e le possibilità d'impiego delle maschere:



Da non confondere le maschere con gli stencils, questi ultimi infatti funzionano in modo esattamente opposto perchè ottengono il decoro colorandolo al suo interno ed è una caratteristica che ne limita molto la versatilità perchè obbliga a scomporre il disegno in porzioni più piccole, tanto più numerose quando più complesso è il decoro:



Le maschere firmate da Tim Hotz per Advantus sono in acetato sottile, autoadesivo e riposizionabile, che aderisce saldamente alla carta garantendo un risultato molto ben definito, ma esistono anche altri tipi di maschere, come queste disegnate da Dyan Reaveley per Ranger:



Esse sono prodotte im materiale plastico più robusto, opaco e non adesivo perchè sono destinate all'impiego nell'art journal, dove la cura dei dettagli e la precisione del tratto non sono determinanti.

Caratteristica comune a tutte queste maschere è la possibilità di essere lavate e riutilizzate più volte senza rovinarsi così che, dato anche il loro costo contenuto, possono essere tenute in considerazione come alternativa allo stamping per la decorazione di tags, cards e layouts.

Qualche esempio? Eccovi alcune ATC (Artist Trading Cards) realizzate con le maschere di Tim Holtz:



Per finire in bellezza e dato l'incombere del Natale, possiamo seguire questo foto-tutorial sul blog del Maestro Tim Holtz, che ci illustra tutti i passaggi per realizzare una tag natalizia. ;-)



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19/06/11

ATC: arte da scambio

Le Artist Trading Cards, più comunemente note come ATC, sono opere d'arte realizzate su una superficie poco più grande di una carta di credito, che gli artisti sono soliti scambiarsi tra loro in segno di amicizia e di stima.

Possono essere prodotte con le più svariate tecniche espressive (disegno, pittura, collages, mixed media...) e con materiali differenti (carta e cartone, lamina metallica, stoffa, sughero...) ma, per poter essere definite ATC, devono adeguarsi ad alcune regole ben precise che ne definiscono le caratteristiche.


Le misure prima di tutto, che sono obbligatoriamente di 2,5x3,5 pollici (ovvero 6,35x8,89 centimetri) come quelle delle vecchie figurine sportive americane, oggi oggetto di collezionismo.


Una lista di informazioni scritte sul retro della card sono un'altro requisito indispensabile: nome dell'autore, dati di contatto, titolo dell'ATC ed eventualmente numero progressivo se essa fa parte di una edizione tematica (in tal caso si dovrà indicare che posizione occupa nella serie: 1 di 10, 2 di 10, 3 di 10...e così via).


Infine la prerogativa fondamentale: una ATC non può essere venduta ma solo scambiata con l'ATC di un altro artista...così come i ragazzini si scambiano le figurine dei calciatori, gli artisti si scambiano le ATC!
La differenza fondamentale è che l'ATC è realizzata personalmente da chi la cede e finisce col diventare una sorta di biglietto da visita artistico del suo creatore.


In entrambi i casi comunque è inevitabile cedere alle lusinghe del collezionismo e, come le figurine sportive, anche le ATC vengono raccolte in album, in scatole su misura o...appese alla parete come ha fatto l'appassionata di origami Leyla Torres con le 50 cards ricevute, in cambio delle sue, da artisti sparsi in tutto il mondo:





Ma, come si realizza un'ATC? Il sistema più semplice è quello di tagliare il supporto prescelto, cartoncino o altro materiale, nella misura giusta e poi lavorare direttamente "in piccolo", ma c'è anche chi preferisce decorare un foglio più grande e ritagliare successivamente le parti venute meglio.
L'artista libanese Joumana Medlej nel suo libro Art in Your Pocket suggerisce di realizzare allo scopo una cornice in cartone, a bordi alti, con apertura centrale delle dimensioni di un'ATC e di farla scorrere sul disegno fino ad individuare le porzioni più adatte ad essere trasformate in ATC.


Per quanto riguarda la tecnica decorativa la scelta è illimitata: si spazia dalle tradizionali discipline pittoriche, come acquerello, tempera, acrilico, alle moderne tecniche mixed media, dal collage alla calligrafia, dal disegno a matita o carboncino alla grafica digitale...insomma non ci sono vincoli nell'interpretazione di questi capolavori in miniatura, se non uno solo, dettato dal buon senso: le ATC sono opere di scambio che passano di mano in mano e che spesso vengono inviate per posta da un artista all'altro, meglio evitare dunque di utilizzare materiale fragile o facilmente deteriorabile.


L'interesse per le ATC ha contagiato anche gli appassionati del papercraft e sempre più spesso capita di vedere, in siti e blogs dedicati a scrapbooking e cardmaking, l'hobbista di turno cimentarsi con queste cards in miniatura; doodling e stamping sono in tal caso largamente impiegati ma è comunque il collage a farla da padrone: ritagli di carta, pizzi e nastri, stickers, chipboards...il materiale non manca e l'unico problema è quello di riuscire a far stare tutto su una superficie così ridotta! ;-)





Certo non sono opere d'arte nel vero senso della parola ma sono comunque gradevoli a vedersi e rappresentano un simpatico modo di venire in contatto per hobbisti che vivono a distanza e che si scambiano le proprie creazioni grazie agli swap organizzati online.


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