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29/01/17

Panico da foglio bianco?

RIEMPIRE UN JOURNAL
Ebbene sì, lo riconosco: non sono stata di parola! Dopo essermi dilungata sulla materia per tre settimane di fila, avevo promesso di non tornare più sul junk journal...ed ecco invece che oggi sono qui per affrontare, è vero, un altro argomento, ma che ad esso è strettamente correlato!
Prima di accusarmi di scarsa coerenza vi chiedo però di lasciarmi spiegare il motivo che mi ha indotto a ritornare sui miei passi, nonostante il disappunto di quelli che all'art journal sono poco interessati...

Sebbene, a giudicare dai commenti che ho ricevuto, gli utenti della Guida immuni al fascino del diario personalizzato, siano rimasti davvero pochini...
Del resto è comprensibile: se siamo abbastanza egocentrici da spendere tempo, denaro ed energie in attività che noi definiamo artistiche e gli altri futili, come possiamo resistere alla tentazione di immortalare noi stessi ed il nostro lavoro per futura memoria?! ;-)



Infatti chi mi ha scritto in relazione agli ultimi articoli della Guida, ha mostrato in linea teorica interesse per l'argomento confessando però l'incapacità a concretizzare in pratica il suo coinvolgimento.
Mi è stato anche fatto notare che i journals presentati la scorsa settimana a titolo d'ispirazione erano sì gradevoli...ma le pagine erano completamente vuote, quindi improponibili come idee per i contenuti! Sarebbe apprezzabile insomma anche qualche dritta sul come riempirle...



Non sia mai che, una volta lanciato il sasso, io ritiri la mano! ;-)
E così, tanto per farvi un esempio, vi faccio vedere il video di un progetto realizzato durante un corso da Think Pastel: data la struttura, che prevedeva elementi eterogenei per lo più riciclati da articoli da ufficio, si sarebbe potuto definire come un junk journal...se non fosse per il fatto che, dovendo distribuire kits tutti uguali alle diverse partecipanti, i materiali erano nuovi e non recuperati dalla spazzatura! ;-)



Ma questo è solo un suggerimento, perchè per vincere il panico da foglio bianco (ma sarebbe meglio dire l'ansia da pagina intonsa) ed iniziare a riempire il nostro journal, sia esso un junk journal, un art journal o un travel journal, dobbiamo aver ben chiaro un concetto: si tratta di un diario nel quale raccontare noi stessi, le nostre esperienze e le nostre sensazioni...insomma, contrariamente a quanto ci succedeva a scuola, quando era l'insegnante che ci forniva l'argomento del componimento in classe ed eravamo tenuti a rispettarlo, in un journal non abbiamo limiti di sorta, possiamo esprimere tutto ciò che vogliamo senza il rischio di andare fuori tema!



Se siamo prevalentemente orientati ad esprimerci attraverso le immagini (disegnate, dipinte o incollate non ha rilevanza) potremo realizzare un art journal accompagnato da brevi porzioni di testo, che potranno essere nostri pensieri, citazioni di libri, proverbi, canzoni...



Se ci piace viaggiare potremmo raccogliere nel journal mappe, notizie, curiosità di un paese che sognamo da tempo di raggiungere oppure i ricordi riportati dai posti che abbiamo già visitato, riempiendolo di fotografie...



Se non disdegnamo di annoverare, tra le nostre fonti di piacevoli esperienze, la buona cucina, potremo inserire tra le pagine del journal il resoconto di un'uscita al ristorante oppure la descrizione di una ricetta che ci ha particolarmente soddisfatto:



Gli argomenti che possiamo trattare, attingendo alla nostra vita quotidiana, sono davvero molteplici: la recensione di un libro che abbiamo letto, la trama di un film che ci ha emozionato, la descrizione dell'abito che abbiamo intenzione d'indossare per una particolare occasione, un fatto di cronaca che ci ha colpito, l'elenco delle cose che ci fanno felici e di quelle che detestiamo o che ci fanno arrabbiare...persino una banalissima lista della spesa può entrare di merito nel journal perchè è parte della nostra vita!
Ricordiamocene, prima di affermare non so come riempire il mio journal! ;-)



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22/01/17

Poveri ma belli

JUNK JOURNAL - LA DECORAZIONE
Eccoci arrivati al terzo appuntamento con il junk journal! Dopo aver elencato i MATERIALI che possono concorrere alla sua realizzazione e i sistemi di RILEGATURA più adatti a tenerne legate le pagine, oggi passiamo alla fase più divertente di tutto il lavoro, quella del completamento decorativo, esaminando insieme alcune delle idee più interessanti che la Rete ci offre per ispirarci...

Se già abbiamo avuto modo di cimentarci nell'art journal, la conoscenza delle tecniche mixed media incontrate nell'apposita sezione ad esso dedicata, potrebbe esserci utile ad intraprenderne la decorazione nel nostro junk journal, che in fondo altro non è che una versione riciclosa dell'art journal!



Ma anche se non abbiamo mai decorato un journal, non c'è da preoccuparsi, non dimendichiamoci infatti che si tratta pur sempre di un diario personale, dove ciascuno di noi potrà esprimersi con la forma e le tecniche che gli sono propri, senza preoccuparsi di restare fedele ad un modello imposto che non rispecchia il suo stile!
E ciò è tanto più vero per il junk journal che, formandosi dalla raccolta di elementi disomogenei, si presta ottimamente anche alla sperimentazione...che ne dite, ad esempio di scoprire nuovi coloranti frugando tra gli scarti di cucina?!



Le pagine del journal che abbiamo appena visto hanno infatti tutta l'aria di essere state invecchiate con la tecnica del the o del caffè (ne avevamo già parlato in un precedente articolo) che sfrutta le proprietà pigmentanti di questi alimenti: immergendovi la carta, essa assume infatti una delicata patina ad effetto vintage, accentuata poi, asciugando, dall'increspatura che ne arriccia i margini.



Analogo risultato lo potremo ottenere con altri alimenti che rilasciano pigmenti nell'acqua, ad esempio alcune verdure come zucca, spinaci, carote...pensiamoci, d'ora in poi, prima di buttare l'acqua della bollitura! ;-)

Un altro junk jurnal che desidero mostrarvi, perchè mi offre la possibilità di alcune notazioni interessanti, è quello presentato nel video seguente, dove potremo apprezzarne tutte le fasi di realizzazione, che partono con il recupero della copertina di un vecchio libro e terminano con la cucitura, sul suo dorsino, delle pagine variamente ottenute:



La prima osservazione è un invito a non dare per scontato che nei filmati appena caricati siano presentate metodiche nuove...osservate il rivestimento di copertina del mini album qui sotto: l'ho realizzato con carta velina stropicciata, colla vinilica e una spruzzata di Perfect Pearls dorato, quindi una tecnica molto simile a quella illustrata nel video...



C'è da dire però -e chissà se qualcuno fra voi se ne ricorda!- che questo progetto era già presente nella galleria di esempi portata da Think Pastel all'Hobby Show Milano nel 2012 (quando era ancora una fiera che valeva la pena di visitare!) ovvero ben cinque anni fa...
Dunque, in questo video pubblicato di recente, abbiamo visto una tecnica piuttosto datata...insomma una tecnica riciclata, in sintonia con lo spirito del junk journal! :-)

Un'altro doveroso appunto riguarda l'importanza che attribuiamo ai nostri attrezzi, al punto da ritenerne alcuni indispensabili...mentre invece il più delle volte non lo sono!
Prendete lo stonda-angoli: io per prima lo reputo irrinunciabile, eppure il video ci ha dimostrato che basta ingegnarsi con un flaconcino ed un paio di forbici per ottenere lo stesso risultato!



Ed infine una considerazione a proposito degli errori che, immancabilmente, capita a tutti di commettere: rispondendo sinceramente, ditemi se, come è successo alla ragazza nel video, vi foste accorti solo alla fine di aver cucito un gruppo di pagine capovolte, vi sareste presi la briga di disfare e rifare l'operazione? Per quanto mi riguarda credo proprio di no, detesto ripetere uno stesso lavoro più volte, e probabilmente avrei cercato di rimediare in qualche altro modo! ;-) Si sarebbe potuto, ad esempio, chiudere la busta nella parte inferiore e tagliarla in alto o di lato...oppure eliminarla del tutto!

Tanto più che, volendo riciclare una busta, abbiamo altre possibilità:



Anche per quanto concerne la copertina, i suggerimenti alternativi non mancano...che ve ne pare di questa ad effetto simil-pelle, realizzata alterando delle buste da ufficio con Distress e colla vinilica?



Se invece ci solletica l'idea di mischiare materiali insoliti, potremmo prendere in considerazione una copertina in stoffa:



E, per concludere con coerenza, ecco un'altra proposta a tema ricicloso: creare coloratissime tags da inserire nel journal (e non solo!) utilizzando le striscioline di carta avanzate da precedenti lavori!



Basta così, lo giuro! Del resto se dopo tre settimane non sono riuscita a contagiarvi con il virus del junk journal, significa che siete proprio immuni e l'epidemia vi risparmierà! ;-)



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15/01/17

Legami...alternativi!

JUNK JOURNAL - LA RILEGATURA
La scorsa settimana vi ho presentato il junk journal, elencandovi i materiali che si possono usare per realizzarlo, con la speranza che sarebbe diventato anche per voi il sistema creativo d'interpretare le norme per la raccolta differenziata dei rifiuti... Sono riuscita ad interessarvi? Allora, dopo aver chiarito il COSA è possibile riciclare, approfondiamo insieme il COME farlo, ovvero qual'è il sistema migliore per trasformare la spazzatura in arte! ;-)

Il primo dubbio che di solito ci assale dopo aver raccolto (o è meglio dire accumulato?!) il materiale adatto è come tenerlo insieme nel journal.
Chi dispone di una macchina rilegatrice probabilmente avrà già deciso di spiralare le pagine, perchè è il sistema più pratico e veloce...però attenzione: se vogliamo restare fedeli al principio del riciclo anche le spirali dovranno essere recuperate! Non sarà un problema per chi ha avuto l'accortezza di conservarle, come vi suggerivo in un precedente articolo della Guida... ;-)



Un altro metodo per legare insieme le pagine potrebbe essere quello d'incernierarle con gli appositi anelli da rilegatura apri-e-chiudi: sono economici e semplicissimi da applicare, però il risultato è meno pratico, soprattutto con pagine di dimensioni e spessore variabili come sono quelle provenienti dal riciclo di materiali diversi.



Sicuramente molto usata nella realizzazione dei junk journals, è poi la rilegatura che prevede la cucitura delle pagine tra loro: è un'operazione più laboriosa delle altre ma è attuabile con attrezzi che tutti abbiamo in casa, come ago e filo, inoltre garantisce una buona tenuta nel tempo ed è esteticamente gradevole, sia quando è a vista, come in questo caso:



...Ma anche quando è sostenuta da un dorsino, che è il caso più comune:



Che ne dite, ci vogliamo provare? Ecco allora un video che ne illustra brevemente gli elementari passaggi...abbordabili anche da chi non è esperto nei lavori di cucito! ;-)



Non è un metodo particolarmente complicato, richiede solo un po' più di pazienza, tuttavia se non disponiamo della Bind-It-All e se gli anelli apri-e-chiudi non ci attirano, questa potrebbe essere una soluzione alternativa...a meno che non si decida di bypassare il problema della rilegatura utilizzando per il nostro junk journal un quaderno riciclato sul quale incollare gli altri materiali:



Il quaderno è solo un esempio, per creare il junk journal potremo infatti recuperare una vecchia agenda o un libro che siamo certi di non voler più rileggere. In tal caso teniamo presente che sarà necessario sfoltire un po' il numero di pagine, per diminuire lo spessore e lasciare posto alle eventuali decorazioni, soprattutto se saranno tridimensionali:



Ecco fatto, una volta scelta la rilegatura che più ci soddisfa, non abbiamo altro da fare se non assemblare le pagine del nostro junk journal e decorarlo a piacere...
E se siamo a corto d'ispirazione, ci pensa come al solito Santa Madre Rete a soccorrerci: diamoci appuntamento per la prossima settimana per esaminare insieme le idee più interessanti da copiare...ops, volevo dire da reinterpretare! ;-)



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08/01/17

Spazzatura...creativa!

JUNK JOURNAL - I MATERIALI
Passate le feste più impegnative dell'anno, si ricomincia con la consueta routine quotidiana, galvanizzati da una marcia in più: i buoni propositi che tutti immancabilmente formuliamo all'arrivo del nuovo anno. C'è chi, dopo le abbuffate natalizie ha stabilito di mettersi a dieta, c'è chi si è ripromesso di riordinare le bollette e i conti di casa, ammucchiati disordinatamente in un cassetto, c'è chi ha deciso di collaborare con un'associazione di volontariato, dedicando più tempo agli altri...

E noi, spiriti creativi, che impegni abbiamo programmato per il 2017?
Se ancora non ci avete pensato, che ne direste d'iniziare un nuovo e particolarissimo art journal completamente ricicloso? Il momento è propizio: quale miglior punto di partenza del primo mese dell'anno?!



Ma c'è anche un motivo in più: il junk journal, perchè questa è l'idea, è un diario creativo realizzato utilizzando le tecniche mixed media, proprie dell'art journal, ma applicandole a pagine ottenute dal recupero di materiali altrimenti destinati all'immondizia...e, ditemi voi, non è forse questo il periodo dell'anno in cui più facilmente si accumulano rifiuti, inevitabili residui del Natale?!



Un junk journal, per potersi definire tale, deve infatti essere costituito esclusivamente da materiali riciclati: il termine inglese junk significa appunto rifiuto, rottame, avanzo...
Se pensiamo a quanta spazzatura si produce quotidianamente in una casa, possiamo quasi dire che il junk journal, in pratica, si fabbrica da solo!
Proviamo a stilare un elenco...

CARTA
E' sicuramente il materiale che reperiremo in maggior quantità e quello che sfrutteremo sicuramente di più perchè si può ritagliare, piegare, colorare distressare...e potremo recuperarlo da:
- Volantini, cataloghi e brochures pubblicitari
- Pagine di libri, riviste, giornali
- Buste per lettera e cartoline illustrate
- Sacchetti del pane e di cartoleria
- Pagine di agende e calendari
- Shopper commerciali
- Spartiti musicali
- Fogli di carta da regalo e/o da pacco
- Vecchie fatture e bollette
- Centrini e pirottini per dolci
- Campionari di carta da tappezzeria
Tutti questi elementi potranno costituire la struttura portante del junk journal, ovvero le pagine. Osservate come sono stati utilizzati alcuni di tali oggetti nel video seguente:



Immagino che abbiate riconosciuto anche voi, tra le pagine, alcuni elementi provenienti dalle confezioni di materiali per scrapbooking! :-)

Sempre fatti di carta, ci sono poi tanti oggetti di piccolo formato come:
- Bustine di the e tisane
- Talloncini dei capi d'abbigliamento
- Biglietti di aereo, treno ed autobus
- Carte da gioco e biglietti da visita
- Biglietti di cinema, teatro, stadio
- Francobolli, scontrini, gratta e vinci...
Essi hanno dimensioni troppo ridotte per essere impiegati come pagine...ma, come abbiamo visto nel video, possono diventare degli originali elementi decorativi!



CARTONE E CARTONCINO
Questo gruppo comprende materiali cartacei di spessore medio-alto come:
- Scatole da imballaggio in cartone polionda
- Confezioni alimentari di pasta, cereali, biscotti...
- Confezioni di cosmetici e profumi
- Copertine di libri, quaderni, agende
- Scatole di camicie e pigiami
Potremo utilizzare questi materiali più robusti per realizzare le copertine del nostro junk journal.



STOFFA E PIZZO
E' strano che nessuno abbia ancora pensato di dedicare a questi materiali un apposito contenitore per la raccolta differenziata! Esistono, è vero, i cassonetti per la raccolta degli abiti dismessi ma ci sono un'infinità di altri oggetti in stoffa che, se non riciclati, finiscono nella spazzatura generica:
- Ritagli di stoffa avanzata da lavori di sartoria
- Tulle e pizzo delle confezioni di confetti per bomboniere
- Nastri dei pacchetti regalo
- Tovaglioli scompagnati (le tovaglie si usurano sempre per prime!)
Sono tutti elementi che si possono riutilizzare come decorazioni, osservate ad esempio come sono stati sfruttati alcuni materiali di questo tipo per realizzare un quadretto...e immaginate di farlo diventare una pagina del vostro junk journal!



ALTRI MATERIALI
Questo insieme, piuttosto eterogeneo, comprende:
- Sacchetti e buste in plastica, che si possono usare come pagine-contenitore
- Acetato da imballaggio (come quello delle fustelle!) che può essere impiegato come inserto trasparente
- Caps metallici di bottiglie da bibita, che possono essere appiattiti con la Big Shot, trasformandosi in medaglioni decorativi
- Clips, spille da balia, forcine e mollette per capelli, spilli da sarta, chiodi...tutti oggetti che, quando si deformano o arrugginiscono, vengono buttati via ed invece possono diventare elementi di ancoraggio o decorazione in un journal dallo stile vintage!
- Blister di confezionamento di prodotti cosmetici o sanitari come ciprie, rossetti, sticks emostatici, ombretti, cerotti...se reincollati su cartoncino, possono trasformarsi in shower boxes per memorabilia ad alto spessore. ;-)
- Elastici e fascette per capelli, spago, stringhe e lacci di scarpa: tutti adatti a legare tags o, i più lunghi, a tener chiuso il journal.
- Bottoni, ciondoli, sassolini, conchiglie, chiavi, moschettoni, catenine, piume, fibbie...e tanti altri piccoli oggetti che arricchiscono il journal, conferendogli un tocco di autentico vissuto.



Che mi dite adesso, vi attira la realizzazione di un junk journal? Allora tornate a trovarmi ed esamineremo insieme le idee più interessanti per trasformare la nostra spazzatura in creatività allo stato pratico! ;-)



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19/04/15

Art o scrap?

E' risaputo: quando un argomento diventa di moda, tutti, consapevolmente o meno, ne subiamo il fascino! Ciò è tanto più vero nell'ambito delle attività creative, dove le novità sono all'ordine del giorno, e contribuiscono a mantenere vivo il nostro interesse e a stimolare la nostra fantasia...non abbiate quindi timore ad ammetterlo se anche voi siete stati contagiati dalla moda dell'art journal! ;-)

E soprattutto non abbiate esitazioni a lanciarvi in questa nuova avventura adducendo motivazioni poco convincenti del tipo non so disegnare, non so dipingere...
Siete in grado di creare una pagina di scrapbooking? Allora potete realizzare anche l'art journal perchè la spinta di partenza è stessa voglia di raccontare qualcosa di sè attraverso le immagini.

E se non siete ancora convinti v'invito ad osservare i lavori degli artisti attualmente più noti...vi accorgerete che fra loro e noi ci sono molti punti in comune!
Prendete ad esempio Dina Wakley: è una delle testimonial di Ranger Ink, che ha commercializzato un'intera linea di prodotti che portano la sua firma, eppure mi sembra evidente che Dina non sappia assolutamente disegnare! I suoi ritratti sembrano infatti abbozzati sul foglio per mezzo di una scure invece che con la matita:



Foglie e fiori potrebbero essere stati delineati dalla mano incerta di un bambino:



Ma quanto sono espressive le sue pagine! Lavorando di spatola, pennello e talvolta anche con le dita, Dina crea numerosi layers sovrapposti, che danno profondità senza appesantire, e persino il testo diventa un elemento decorativo caratterizzando il suo stile inconfondibile.



E che dire di Dyan Reaveley? Di lei vi ho già parlato a proposito degli inchiostri spray Dylusion, dei quali si serve in abbondanza nelle sue aggressive pagine di art journal:



Anche Dyan però ha delle limitazioni, infatti se la cava bene con il doodling, le sue pagine sono suggestive e spesso molto dettagliate:



Così finiamo per non accorgerci che probabilmente non sa dipingere...almeno non a pennello, secondo il significato tradizionale del termine! ;-)

Due personaggi noti, due artiste riconosciute come esponenti di spicco nell'attività dell'art journal, eppure una non sa disegnare e l'altra non sa dipingere...avevo o no ragione quando vi dicevo che hanno qualcosa in comune con noi?! ;-)

Ecco, mi sembra già di sentire l'obiezione dei soliti irriducibili disfattisti: - E quelli che non sanno nè dipingere nè disegnare? Per loro non c'è speranza, devono rinunciare all'art journal?-
Niente affatto! Se vi sentite negati per matite e pennelli potete sempre ricorrere a forbici, colla e ritagli di carta, strumenti più congeniali ai papercrafters, e dedicarvi allo scrap-journal, una via di mezzo tra scrapbooking e art-journal, che potremmo considerare come una forma semplificata di art-journal...oppure una forma più elaborata di scrapbooking. ;-)

In Rete si trovano molti esempi di questa tecnica ma se volete un punto di riferimento in quanto ad abbondaza di materiale (anche due video-tutorials a settimana!) e facilità di realizzazione visitate il canale YouTube di Vicky Papaioannu, una dimostratrice di Faber Castell: con la stessa meticolosa precisione di un ragioniere che debba far quadrare il bilancio di un'azienda, Vicky ci guida passo passo alla costruzione delle sue pagine di scrap-journal:



Certo, niente a che vedere con la spontaneità di un vero art journal ma il risultato in fondo, nonostante la povertà dei contenuti, è carino e, se serve a prender confidenza con i mediums di base (gli stessi che si usano nell'art journal) in vista di lavori più impegnativi, direi che può valer la pena di provare!

Ma se invece siete di quelli che non si accontentano, se aspirate a realizzare pagine di art journaling vero e puro, senza le limitazioni dei modelli imposti dalle sponsorizzazioni, allora la musa ispiratrice non può che essere Teesha Moore:



Probabilmente molti di voi non l'hanno mai sentita nominare (se non sulle pagine della mia Guida!) perchè non ha alle spalle una famosa azienda a sostenerla, del resto è comprensibile perchè utilizza per i suoi lavori prevalentemente materiali di recupero o di semplice reperibilità, tutti difficilmente sponsorizzabili:



Queste splendide pagine sono state realizzate da Teesha con ritagli di riviste e giornali, comune cartoncino da disegno, tempere di uso scolastico, pennarelli e markers di cartoleria...confermandoci così che per fare art journal quel che conta è avere qualcosa da esprimere e un po' fantasia. Sono requisiti che sicuramente abbiamo anche noi, non siete d'accordo? ;-)



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22/03/15

Spruzzi colorati

I colori spray o, per meglio dire, a spruzzo sono disponibili da tempo ma solo negli utimi anni sono approdati anche sui nostri tavoli di papercrafters offrendoci nuove possibilità espressive sia nell'ambito del card making che dello scrapbooking e dell'art journal...quindi è arrivato il momento di conoscerne meglio tutte le caratteristiche e le modalità d'impiego!

Sino ad un paio d'anni fa se, durante un corso, mi capitava di menzionare i colori spray, mi accorgevo che la maggior parte delle persone presenti pensava che mi riferissi alle bombolette di vernice, più adatte all'attività di un graffittaro che di un papercrafter! Oggi non è più così: grazie soprattutto alla divulgazione su Internet, tutti ormai sappiamo che esistono colori a spruzzo specifici per la carta, anche se forse non li conosciamo in dettaglio o non li abbiamo mai provati.

I più noti attualmente, anche se non i soli in commercio, sono i Dylusion Ink Spray di Ranger, inchiostri liquidi idrosolubili disponibili in una vasta gamma di tinte brillanti ed intense:



I Dylusion hanno un diametro di spruzzo piuttosto ampio e rendono al meglio nella lavorazione su grandi superfici, il loro impiego ideale è quindi nella creazione di sfondi per layout di scrapbooking e pagine di art journal, ma si possono naturalmente usare anche per realizzare cards, tags e ATC. Eventualmente per non sprecare inutilmente il colore, si può trasferire l'inchiostro in spruzzatori più piccoli, come i Mini Mister di Ranger:



Un'altra idea per evitare gli sprechi è quella di riciclare il colore...sì, proprio quello rimasto sul piano di lavoro dopo le spruzzate: strofinandovi dentro ritagli di cartoncino bianco o comunque in tinta unita realizzeremo sfondi originali per future cards recuperando in pratica l'inchiostro di scarto!
Come potete apprezzare negli esempi qui sotto, il risultato è del tutto imprevedibile ed otterremo sfondi diversi pur utilizzando sempre gli stessi colori (o meglio i loro avanzi!). ;-)



Per quanto riguarda le modalità d'applicazione dei Dylusion si può dire che la prima e più immediata è quella di spruzzarli semplicemente sulla carta: uno o due spruzzi soltanto per realizzare un effetto granuloso e disomogeneo, come nel campione qui sotto a sinistra, oppure più spruzzate per un risultato liscio ed uniforme, come nel campione a destra:



Poichè i Dylusion sono inchiostri idrosolubili, si potrà anche spruzzare dell'acqua sulla carta, prima o dopo la loro applicazione, per facilitare la fusione tra una tinta e l'altra e creare effetti di sfumatura. Se quindi lasceremo asciugare, magari velocizzando il processo con l'attrezzo per l'embossing a caldo (come ho fatto nel campione qui sotto a sinistra) otterremo colori intensi e coprenti, se invece tamponeremo con del panno carta (come nell'esempio a destra), otterremo tinte più smorzate e semitrasparenti:



Il secondo metodo, quello con il panno carta, oltre che a velocizzare l'asciugatura può servire anche ad eliminare le colate di colore, se il loro effetto grunge non vi piace.
Dyan Reaveley, una degli artisti del design team di Ranger, nonchè ideatrice e portabandiera dei Dylusion, utilizza nei suoi video dimostrativi un rotolo intero di Scottex per tamponare il colore ma questo sistema presenta a mio parere un duplice svantaggio: la carta dei rotoli da cucina è piuttosto costosa (Dyan non se ne deve preoccupare ma noi sì!) ed è spesso traforata o embossata lasciando quindi traccia del proprio passaggio. Otterrete gli stessi risultati utilizzando un rotolo di carta igienica, economicissima e perfettamente liscia! ;-)

Se siete refrattari agli sprechi vi piacerà poi anche la tecnica del kissing che si realizza con due fogli di carta (possono essere sia grandi pagine di art journal che piccole card): in pratica dopo aver spruzzato i colori su uno dei due fogli, vi si appoggia sopra l'altro e lo si preme su tutta la superficie. Quando si separano di nuovo, i due fogli sono entrambi colorati in maniera speculare:



Ma la tecnica in cui i Dylusion sono sicuramente più utilizzati è quella che prevede la creazione del decoro spruzzando il colore attraverso uno stencil. In tal caso occorre tener presente che spruzzando l'inchiostro su carta già colorata ed ancora umida si otterrà un'impronta dai contorni irregolari e sbavati (come nel campione a sinistra, qui sotto) mentre se lasciando asciugare il colore di fondo, l'immagine risulterà più definita (come nel campione a destra):



Comunque anche sul colore perfettamente asciutto, come si può osservare nel campione qui in basso a sinistra, lo stencil non è mai perfettamente nitido perchè i Dylusion sono inchiostri dinamici che reagiscono con l'umidità anche a distanza di tempo dall'asciugatura!
Se volessimo ottenere un decoro a stencil dai contorni regolari dovremmo eseguirlo su carta asciutta e non precedentemente colorata, come nell'esempio qui sotto a destra, ottenuto con la tecnica dello stencilling inverso: dopo aver spruzzato il colore per ottenere il primo campione, ho semplicemente appoggiato la mascherina da stencil, dalla parte sporca di colore, sulla carta, ottenendone l'impronta al negativo:



Esistono in commercio una grande varietà di stencils di dimensioni e forme diverse e avremmo davvero di che sbizzarrirci se volessimo provarli tutti! Ma con i Dylusion si ottengono ottimi risultati anche utilizzando stencils improvvisati, sfruttando oggetti di uso comune, come ad esempio i centrini per le torte:



E il centrino colorato lo potremo riciclare per qualche altro lavoro! ;-)



Sempre con gli stencils si possono realizzare decorazioni tono su tono sfruttando la caratteristica dei Dylusion di poter reagire a contatto con l'acqua: occorre prima di tutto spruzzare il colore o i colori desiderati sulla carta, lasciar evaporare o asciugare velocemente con l'embosser, applicare lo stencil e spruzzare l'acqua...passando sullo stencil un rotolo di carta igienica che asporti l'acqua in eccesso vedremo apparire, quasi magicamente, il decoro, come è mostrato nel campione qui sotto a sinistra:



L'esempio di destra invece mostra come si possa ottenere lo stesso effetto con il pennello bagnato: dopo aver spruzzato due tonalità di colore lasciandole asciugare, ho timbrato i fiori con il tampone Versafine nero ed ho poi passato su alcuni petali il pennello bagnato che, asportando in parte il colore, mi ha permesso di ottenere sfumature tono su tono.

Beh, direi che di possibilità d'impiego per gli inchiostri spray ve ne ho mostrate davvero tante...eppure c'è chi non si accontenta e se ne inventa di nuove, come ha fatto la crafter autrice di questo video, che ci spinge a considerare con maggior rispetto anche il detersivo per i piatti:



E per finire è doveroso presentarvi un video di Dyan Reaveley, la testimonial ufficiale dei Dylusion:



In Rete troverete molti altri video con la Reaveley protagonista ma io ho preferito questo in parte perchè mostra alcune delle applicazioni di cui vi ho parlato e in parte perchè di Dyan sono visibili solo le mani e ci si può concentrare sul lavoro senza essere distratti dall'esuberante personaggio! ;-)



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15/02/15

Il trucco c'è...

..ma non si vede! E' quello che pensiamo ammirando la performance di un abile prestigiatore: lo sappiamo bene che le presunte opere di magia celano in realtà un ben congegnato artificio volto ad illudere i nostri occhi, lo sappiamo ma non lo vediamo! La stessa cosa si potrebbe dire dei mediums di cui vi ho parlato un paio di settimane fa: il medium c'è ma non si vede!

Dopo la pubblicazione dell'articolo, ho ricevuto richieste di chiarimenti da chi non riusciva ad individuare le implicazioni pratiche di questi mediums: mentre il gesso, in tutte le sue varianti, resta sempre ben visibile dopo l'applicazione, gli altri mediums sono trasparenti e non tutti arrivano ad apprezzarne i risultati, col rischio di non cogliere i vantaggi dell'impiegarli al posto di una comune colla!
Vediamo allora di capire con degli esempi pratici come sfruttare al meglio tutte le potenzialità di questi prodotti tutto-in-uno!



INCOLLAGGIO
Come già detto, tutti i mediums che vi ho precedentemente segnalato possono essere usati come adesivi di superficie per svariati materiali: nell'esempio qui sotto ho ritagliato le stelle da un foglio di carta regalo...dunque carta sottile e di bassa qualità. Ho spennellato il medium sul retro per ottenere l'effetto adesivo ed anche sul fronte per proteggere il ritaglio, infine ho incollato con lo stesso medium le gemme colorate:



Come potete notare nel particolare ingrandito, i vantaggi rispetto ad una qualsiasi altra colla sono molti: dopo l'asciugatura il medium è completamente invisibile e la carta è perfettamente tesa. Se invece avessi utilizzato una generica colla liquida essa probabilmente avrebbe arricciato la carta e, anche dopo l'asciugatura, avrebbe continuato ad essere visibile alterando l'aspetto del lavoro.

SIGILLATURA
Un'altra caratteristica comune ai tre mediums che vi ho indicato è l'effeto di impermeabilizzazione che si ottiene applicandoli sulla superficie della carta.
Osservate la tag nell'immagine sottostante:



Ho spatolato grossolanamente il medium sulla tag attraverso uno stencil, ho lasciato asciugare e successivamente ho applicato con un pennello l'inchiostro ottenuto allungando il tampone Distress Aged Mahogany con acqua. Come potete apprezzare nel particolare ingrandito, l'inchiostro, molto scuro nonostante la diluizione, è penetrato solo negli spazi coperti in precedenza dallo stencil, ovvero nelle aree non protette dal medium!
La sigillatura è quindi l'ideale quando si vogliano isolare alcune aree del lavoro da successive colorazioni, e la cosa può essere utile tanto per una pagina di art journal quanto per una card o per un layout di scrapbooking.

DILUIZIONE PITTURA ACRILICA
Sia il Multi Medium Matte che il Gel Medium possono essere utilizzati per allungare e schiarire i colori acrilici senza comprometterne la qualità ed eventualmente per contrastarne la brillantezza e conferire una finitura opalescente e sfumata al dipinto.
Osservate i due campioni qui sotto:



In quello di sinistra, dove il colore acrilico è stato pennellato puro, si notano i segni lasciati dalle setole del pennello ed il colore appare più intenso. Nel campione a destra invece, dove il colore è stato diluito con il medium, la tinta appare più chiara e più omogenea.

TRASFERIMENTO D'IMMAGINE
Un'applicazione poco conosciuta di Multi Medium Matte e Gel Medium è la facoltà di trasferire immagini fotocopiate su supporti rigidi come tela, lamina metallica e legno. Vi piacerebbe riportare su un quadro la fotografia dei vostri figli? Fatene una fotocopia e osservate nel video come procedere:



Non preoccupatevi se il medium utilizzato nel video si chiama in un altro modo: Ranger ha commercializzato negli ultimi anni prodotti molto simili fra loro etichettandoli di volta in volta col nome dell'artista di spicco in quel momento...in realtà l'effetto finale non cambia. Ecco infatti un'esempio che ho realizzato con il Multi Medium Matte su lamina metallica:



Un suggerimento pratico: se l'immagine da trasferire copre l'intera area del supporto è su quest'ultimo che stenderete il medium, come indicato nel video. Se però l'immagine è di dimensioni inferiori, vi conviene pennellare il medium direttamente sul fronte dell'immagine...inutile sprecarlo! E ricordatevi che la fotografia viene trasferita in modo speculare, fattore da tener presente se contiene delle scritte. ;-)

FISSAGGIO DI POLVERI
Sia le polveri per embossing a caldo che le polveri Perfect Pearls dispongono di appositi prodotti per essere fissate in maniera precisa ed ottimale, tuttavia sapere che anche i mediums multifunzione sono in grado di catturarle e trattenerle ci apre nuove possibilità di sperimentazione sulle nostre pagine di art journal! ;-). Ho ottenuto le due tags sottostanti spatolando il medium attraverso degli stencils e versandovi sopra rispettivamente polvere Perfect Pearls (tag a sinistra) e polvere da embossing (tag a destra):



In entrambi i casi ho asciugato le tags con l'heat gun, l'apposito utensile ad aria calda e, come potete osservare nei dettagli ingranditi, il risultato ottenuto è piuttosto grezzo...cosa che forse mal si addice alle cards più raffinate ma che non è spiacevole se realizzato su un progetto in stile grunge.

CREAZIONE DI BIGIOTTERIA
Anche se è un argomento che esula dalle attività di un papercrafter, val la pena di sottolineare il grande potere adesivo e sigillante del Glue N'Seal che gli permette di fissare anche elementi tridimensionali di un certo peso, come mezze perle o gemme, sulle piastrine metalliche per bigiotteria.



Una qualità che potremo comunque sfruttare anche noi per incollare su carta decorazioni voluminose, tenendo presente che il risultato migliore si ottiene con gli abbellimenti a fondo liscio (ad esempio i bellissimi fiori in resina) perchè se l'oggetto è sagomato anche sul retro (un bottone, ad esempio) è preferibile usare una colla ad alto riempimento come la Glossy Accents.

Bene, ora che ho elencato alcuni degli utilizzi (ma non ancora tutti!) dei mediums multifunzione spero risulti più comprensibile il mio entusiasmo nei loro confronti! ;-) Sono davvero prodotti polivalenti, indicati per affrontare con successo molte attività creative e meritevoli di occupare un posto di riguardo nel nostro corredo di papercrafters.



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01/02/15

I mediums tutto-in-uno

Nel precedente articolo abbiamo iniziato a fare conoscenza con i mediums per art journal, prendendone in considerazione uno in particolare, il gesso, il più comune e conosciuto. Oggi parliamo invece di tutti gli altri, analizzandone caratteristiche e potenzialità, per capire quale di essi è il pìù adatto alle nostre esigenze.

Del gesso abbiamo detto che serve soprattutto a trattare la carta per renderla più resistente e ricettiva al colore, oltre che per ottenere particolari effetti di finitura decorativa.
I mediums che vedremo a breve sono invece prodotti polivalenti utilizzabili per scopi diversi: possono infatti agire come adesivi, come sigillanti, come diluenti del colore, come impermeabilizzanti, come fissativi...insomma sono prodotti tutto-in-uno che ci possono essere utili in molteplici occasioni e che si differenziano dal gesso anche per l'aspetto, avendo consistenza meno compatta e assumendo una completa trasparenza dopo l'asciugatura.
Esaminiamo insieme quelli più noti:


GEL MEDIUM
E' il prodotto di formulazione più recente e si presenta, confezionato in vasetto o in tubo, come un gel morbido e facile da stendere, a spatola o a pennello.
E' ideale per allungare i colori acrilici senza che perdano d'intensità ed è utilizzabile anche come adesivo per incollare tenacemente carta ed altri materiali sulle pagine di art journal.
Può essere impiegato nelle tecniche mixed media, resist, collage e decoupage.
Asciuga velocemente con finitura opaca ed ha un effetto d'impermeabilizzazione della carta che può così essere trattata anche con colori ad assorbimento elevato.


MULTI MEDIUM
E' un composto cremoso e opalescente (assomiglia a certe creme per le mani alla glicerina!) che può essere utilizzato sia come collante per fissare alla carta ritagli e decorazioni, sia come diluente per i colori acrilici ed anche come sigillante di superficie.
Può essere impiegato nel trasferimento d'immagini e in molte altre tecniche mixed media.
E' perfettamente trasparente una volta asciutto ed è disponibile sia ad effetto lucido che opaco.
E' confezionato in barattoli, dai quali può essere prelevato con una spatolina o direttamente con il pennello, ed anche in flaconcini con tappo erogatore, analoghi a quelli della colla Glossy Accent, con la quale ha in comune solo le qualità adesive essendo quest'ultima una colla dimensionale ad effetto vetrificante.


GLUE N' SEAL
E' un adesivo fluido trasparente con finitura opaca che si stende a pennello sia sulla carta che su altre superfici non porose per realizzare incollaggio, impermeabilizzazione e sigillatura.
Trova l'impiego ideale, oltre che nelle tecniche mixed media, anche nel card making perchè permette di incollare ritagli decorativi molto fini senza romperli e diventa invisibile dopo l'asciugatura, conservando così l'effetto estetico della card.
La Glue N' Seal è una colla molto tenace e può essere usata anche per incollare elementi tridimensionali (perle, gemme, lustrini, ecc.), qualità che la rende utile anche nella creazione di bigiotteria.


Ho scelto questi tre prodotti di Ranger Ink perchè, prima di tutto, li ho provati personalmente ;-) e posso definirne con certezza le caratteristiche, ma anche perchè essendo molto noti ed utilizzati sono i più facili da reperire in commercio.
Ciò non vuol dire che non troverete altri mediums altrettando validi nel vostro negozio di fiducia...magari avranno caratteristiche un po' diverse da quelli che vi ho segnalato ma, dopotutto, il bello di fare art journal è anche quello di osare nuove vie e dare libero sfogo alla sperimentazione! ;-)



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