Gradite i progetti che vi segnalo nella guida e vi piacerebbe metterli in pratica con il mio aiuto? Sappiate allora che tengo
Corsi di Scrapbooking e Card making presso il negozio Think Pastel di Rho (MI) ed è lì che v'invito a rivolgervi per informazioni: .
Coriandoli e stelle filanti sembra che non bastino mai ai nostri figli e si finisce spesso per acquistarne più di quanti se ne consumino così che, passata la festa, può capitare che ci si ritrovino in casa questi avanzi inutilizzati...Che fare? Di buttarli non se ne parla e conservarli per il prossimo anno sembra un azzardo: siamo sicuri che ci ricorderemo dove li avevamo messi?
Ecco allora che potremmo prendere in considerazione la possibilità d'impiegarli per i nostri lavori di papercraft...dopo tutto si tratta pur sempre di carta! ;-)
I coriandoli li potremo ad esempio riutilizzare per creare sfondi variopinti per layouts e per pagine di art journal, oppure per realizzare originali biglietti d'auguri come questo:
Da notare che nel progetto qui sopra i coriandoli sono laboriosamente ottenuti a mano con un perforatore, noi invece saremo avvantaggiati dalla disponibilità del materiale già pronto! Lo stesso dicasi per quest'altra card, dove i coriandoli servono a creare movimento su uno sfondo altrimenti un po' banale:
Una considerazione sugli adesivi impiegati: come avete visto nel primo progetto viene utilizzata una colla in stick e nel secondo un biadesivo roller, quindi sono entrambi efficaci ad incollare i coriandoli. Aggiungerei però che se volete che la vostra card si conservi intatta nel tempo, anche dopo il passaggio di mano in mano, forse è meglio utilizzare una colla liquida o in gel, da ripassare anche sopra i coriandoli per garantirne l'adesione: la scelta ricadrà allora sulla Glossy Accents se vi piace la sua finitura lucida e cristallina, altrimenti potrete ricorrere al Multimedium Matte o alla Glue N' Seal che asciugando diventano perfettamente invisibili.
Ma non è finita qui, non dimentichiamoci delle stelle filanti...come usarle se ci avanzano? Direi che potremmo approfittarne per cimentarci in una tecnica della quale abbiamo sicuramente già sentito parlare ma che forse non abbiamo mai sperimentato... Mi riferisco al quilling, un'attività creativa molto in voga anni fa e che è in fase di riscoperta grazie alla facilità d'esecuzione e all'economicità dei materiali impiegati: si usano infatti solo striscioline di carta colorata (che sostituiremo con le nostre stelle filanti avanzate) tenute insieme da una minima quantità di colla! I decori ottenuti possono essere anche molto elaborati, tuttavia sono il risultato dell'accostamento di varie forme di base che altro non sono se non striscioline di carta arrotolate più o meno strettamente su sè stesse! State a vedere:
Per facilitare l'arrotolamento delle striscioline è disponibile, come abbiamo visto nel video, un apposito attrezzo, al quale potremo però sopperire con un ago da lana la cui cruna sia stata aperta con un tronchese, compito che potrete delegare ai vostri uomini di casa...altrimenti a cosa vi serve averli intorno?! ;-)
Per ottenere tondini con diametro definito potremo usare un comune cerchiografo e in quanto alla colla può andar bene una qualsiasi colla vinilica che, se non è dotata di erogatore a punta fine, potrà essere applicata con la punta di uno stuzzicadenti. Modelli da copiare se ne trovano tanti in Rete così che, con un po' di pazienza e di spirito d'iniziativa, riusciremo a riciclare creativamente anche il Carnevale! ;-)
..ma non si vede! E' quello che pensiamo ammirando la performance di un abile prestigiatore: lo sappiamo bene che le presunte opere di magia celano in realtà un ben congegnato artificio volto ad illudere i nostri occhi, lo sappiamo ma non lo vediamo! La stessa cosa si potrebbe dire dei mediums di cui vi ho parlato un paio di settimane fa: il medium c'è ma non si vede!
Dopo la pubblicazione dell'articolo, ho ricevuto richieste di chiarimenti da chi non riusciva ad individuare le implicazioni pratiche di questi mediums: mentre il gesso, in tutte le sue varianti, resta sempre ben visibile dopo l'applicazione, gli altri mediums sono trasparenti e non tutti arrivano ad apprezzarne i risultati, col rischio di non cogliere i vantaggi dell'impiegarli al posto di una comune colla! Vediamo allora di capire con degli esempi pratici come sfruttare al meglio tutte le potenzialità di questi prodotti tutto-in-uno!
INCOLLAGGIO Come già detto, tutti i mediums che vi ho precedentemente segnalato possono essere usati come adesivi di superficie per svariati materiali: nell'esempio qui sotto ho ritagliato le stelle da un foglio di carta regalo...dunque carta sottile e di bassa qualità. Ho spennellato il medium sul retro per ottenere l'effetto adesivo ed anche sul fronte per proteggere il ritaglio, infine ho incollato con lo stesso medium le gemme colorate:
Come potete notare nel particolare ingrandito, i vantaggi rispetto ad una qualsiasi altra colla sono molti: dopo l'asciugatura il medium è completamente invisibile e la carta è perfettamente tesa. Se invece avessi utilizzato una generica colla liquida essa probabilmente avrebbe arricciato la carta e, anche dopo l'asciugatura, avrebbe continuato ad essere visibile alterando l'aspetto del lavoro.
SIGILLATURA Un'altra caratteristica comune ai tre mediums che vi ho indicato è l'effeto di impermeabilizzazione che si ottiene applicandoli sulla superficie della carta. Osservate la tag nell'immagine sottostante:
Ho spatolato grossolanamente il medium sulla tag attraverso uno stencil, ho lasciato asciugare e successivamente ho applicato con un pennello l'inchiostro ottenuto allungando il tampone Distress Aged Mahogany con acqua. Come potete apprezzare nel particolare ingrandito, l'inchiostro, molto scuro nonostante la diluizione, è penetrato solo negli spazi coperti in precedenza dallo stencil, ovvero nelle aree non protette dal medium! La sigillatura è quindi l'ideale quando si vogliano isolare alcune aree del lavoro da successive colorazioni, e la cosa può essere utile tanto per una pagina di art journal quanto per una card o per un layout di scrapbooking.
DILUIZIONE PITTURA ACRILICA Sia il Multi Medium Matte che il Gel Medium possono essere utilizzati per allungare e schiarire i colori acrilici senza comprometterne la qualità ed eventualmente per contrastarne la brillantezza e conferire una finitura opalescente e sfumata al dipinto. Osservate i due campioni qui sotto:
In quello di sinistra, dove il colore acrilico è stato pennellato puro, si notano i segni lasciati dalle setole del pennello ed il colore appare più intenso. Nel campione a destra invece, dove il colore è stato diluito con il medium, la tinta appare più chiara e più omogenea.
TRASFERIMENTO D'IMMAGINE Un'applicazione poco conosciuta di Multi Medium Matte e Gel Medium è la facoltà di trasferire immagini fotocopiate su supporti rigidi come tela, lamina metallica e legno. Vi piacerebbe riportare su un quadro la fotografia dei vostri figli? Fatene una fotocopia e osservate nel video come procedere:
Non preoccupatevi se il medium utilizzato nel video si chiama in un altro modo: Ranger ha commercializzato negli ultimi anni prodotti molto simili fra loro etichettandoli di volta in volta col nome dell'artista di spicco in quel momento...in realtà l'effetto finale non cambia. Ecco infatti un'esempio che ho realizzato con il Multi Medium Matte su lamina metallica:
Un suggerimento pratico: se l'immagine da trasferire copre l'intera area del supporto è su quest'ultimo che stenderete il medium, come indicato nel video. Se però l'immagine è di dimensioni inferiori, vi conviene pennellare il medium direttamente sul fronte dell'immagine...inutile sprecarlo! E ricordatevi che la fotografia viene trasferita in modo speculare, fattore da tener presente se contiene delle scritte. ;-)
FISSAGGIO DI POLVERI Sia le polveri per embossing a caldo che le polveri Perfect Pearls dispongono di appositi prodotti per essere fissate in maniera precisa ed ottimale, tuttavia sapere che anche i mediums multifunzione sono in grado di catturarle e trattenerle ci apre nuove possibilità di sperimentazione sulle nostre pagine di art journal! ;-). Ho ottenuto le due tags sottostanti spatolando il medium attraverso degli stencils e versandovi sopra rispettivamente polvere Perfect Pearls (tag a sinistra) e polvere da embossing (tag a destra):
In entrambi i casi ho asciugato le tags con l'heat gun, l'apposito utensile ad aria calda e, come potete osservare nei dettagli ingranditi, il risultato ottenuto è piuttosto grezzo...cosa che forse mal si addice alle cards più raffinate ma che non è spiacevole se realizzato su un progetto in stile grunge.
CREAZIONE DI BIGIOTTERIA Anche se è un argomento che esula dalle attività di un papercrafter, val la pena di sottolineare il grande potere adesivo e sigillante del Glue N'Seal che gli permette di fissare anche elementi tridimensionali di un certo peso, come mezze perle o gemme, sulle piastrine metalliche per bigiotteria.
Una qualità che potremo comunque sfruttare anche noi per incollare su carta decorazioni voluminose, tenendo presente che il risultato migliore si ottiene con gli abbellimenti a fondo liscio (ad esempio i bellissimi fiori in resina) perchè se l'oggetto è sagomato anche sul retro (un bottone, ad esempio) è preferibile usare una colla ad alto riempimento come la Glossy Accents.
Bene, ora che ho elencato alcuni degli utilizzi (ma non ancora tutti!) dei mediums multifunzione spero risulti più comprensibile il mio entusiasmo nei loro confronti! ;-) Sono davvero prodotti polivalenti, indicati per affrontare con successo molte attività creative e meritevoli di occupare un posto di riguardo nel nostro corredo di papercrafters.
Con la festa più sentimentale dell'anno, che è in scadenza tra pochi giorni ed è celebrata in quasi tutto il mondo indipendentemente da usi, costumi e credenze religiose. Una festa a diffusione globale dunque ma non per questo meno esclusiva...visto che di solito coinvolge solo due persone alla volta! ;-)
E per trasmettere in maniera adeguata il proprio messaggio affettivo cosa c'è di meglio di un biglietto d'auguri realizzato a mano?!
E non occorre nemmeno essere particolarmente abili con carta e forbici perchè su Internet si trovano modelli di tutti i tipi, dal più semplice, che potrebbe realizzare anche un bambino, al più elaborato riservato alle crafters già pratiche...provate a vedere se tra gli esempi che vi propongo oggi ce n'è uno che fa per voi!
Cominciamo con una shaker cards davvero minimalista ma anche molto "dolce" dato che, al posto di perline o lustrini, utilizza per il riempimento delle caramelline a forma di cuore:
La struttura, come avete visto è piuttosto elementare e sarà agevole da costrure anche per i meno esperti.
Semplice da realizzare anche la card successiva, ottenuta con macchie di colore su carta da acquerello bagnata:
Praticamente le gocce di colore, ottenute diluendo l'inchiostro deitamponi Distress con acqua, lavorano da sole, creando ogni volta disegni diversi: è una tecnica da tener presente anche per altre occasioni perchè esalta qualsiasi frase d'auguri che, se fosse solamente timbrata, apparirebbe probabilmente un po' troppo modesta.
Per chi ama cimentarsi con lo stamping e l'embossing ecco invece un'altra card: è particolarmente indicata per le coppie che vivono in climi freddi...o che per San Valentino hanno prenotato una vacanza sulle nevi!
Il messaggio è davvero molto esplicito, non trovate? ;-)
Per finire una card-box che piacerà ai puristi del papercraft perchè ottenuta principalmente con ritaglio e piegatura:
Azzeccata l'accoppiata rosa-grigio nella scelta delle carte: il risultato è elegante e per niente lezioso, cosa che di solito i nostri "valentini" apprezzano molto. ;-)
Che ne dite delle quattro cards che vi ho segnalato? Le tecniche sono tutte diverse fra loro ed è quindi probabile che ce ne sia almeno una che incontri i vostri gusti...in caso di dubbi sulla scelta direi che si potrebbe provare a realizzarle tutte, in fondo una card non è mai sprecata, potrebbe tornarci utile in una prossima ricorrenza! ;-)
Nel precedente articolo abbiamo iniziato a fare conoscenza con i mediums per art journal, prendendone in considerazione uno in particolare, il gesso, il più comune e conosciuto. Oggi parliamo invece di tutti gli altri, analizzandone caratteristiche e potenzialità, per capire quale di essi è il pìù adatto alle nostre esigenze.
Del gesso abbiamo detto che serve soprattutto a trattare la carta per renderla più resistente e ricettiva al colore, oltre che per ottenere particolari effetti di finitura decorativa. I mediums che vedremo a breve sono invece prodotti polivalenti utilizzabili per scopi diversi: possono infatti agire come adesivi, come sigillanti, come diluenti del colore, come impermeabilizzanti, come fissativi...insomma sono prodotti tutto-in-uno che ci possono essere utili in molteplici occasioni e che si differenziano dal gesso anche per l'aspetto, avendo consistenza meno compatta e assumendo una completa trasparenza dopo l'asciugatura. Esaminiamo insieme quelli più noti:
GEL MEDIUM E' il prodotto di formulazione più recente e si presenta, confezionato in vasetto o in tubo, come un gel morbido e facile da stendere, a spatola o a pennello. E' ideale per allungare i colori acrilici senza che perdano d'intensità ed è utilizzabile anche come adesivo per incollare tenacemente carta ed altri materiali sulle pagine di art journal. Può essere impiegato nelle tecniche mixed media, resist, collage e decoupage. Asciuga velocemente con finitura opaca ed ha un effetto d'impermeabilizzazione della carta che può così essere trattata anche con colori ad assorbimento elevato.
MULTI MEDIUM E' un composto cremoso e opalescente (assomiglia a certe creme per le mani alla glicerina!) che può essere utilizzato sia come collante per fissare alla carta ritagli e decorazioni, sia come diluente per i colori acrilici ed anche come sigillante di superficie. Può essere impiegato nel trasferimento d'immagini e in molte altre tecniche mixed media. E' perfettamente trasparente una volta asciutto ed è disponibile sia ad effetto lucido che opaco. E' confezionato in barattoli, dai quali può essere prelevato con una spatolina o direttamente con il pennello, ed anche in flaconcini con tappo erogatore, analoghi a quelli della colla Glossy Accent, con la quale ha in comune solo le qualità adesive essendo quest'ultima una colla dimensionale ad effetto vetrificante.
GLUE N' SEAL E' un adesivo fluido trasparente con finitura opaca che si stende a pennello sia sulla carta che su altre superfici non porose per realizzare incollaggio, impermeabilizzazione e sigillatura. Trova l'impiego ideale, oltre che nelle tecniche mixed media, anche nel card making perchè permette di incollare ritagli decorativi molto fini senza romperli e diventa invisibile dopo l'asciugatura, conservando così l'effetto estetico della card. La Glue N' Seal è una colla molto tenace e può essere usata anche per incollare elementi tridimensionali (perle, gemme, lustrini, ecc.), qualità che la rende utile anche nella creazione di bigiotteria.
Ho scelto questi tre prodotti di Ranger Ink perchè, prima di tutto, li ho provati personalmente ;-) e posso definirne con certezza le caratteristiche, ma anche perchè essendo molto noti ed utilizzati sono i più facili da reperire in commercio. Ciò non vuol dire che non troverete altri mediums altrettando validi nel vostro negozio di fiducia...magari avranno caratteristiche un po' diverse da quelli che vi ho segnalato ma, dopotutto, il bello di fare art journal è anche quello di osare nuove vie e dare libero sfogo alla sperimentazione! ;-)
Perdonate il gioco di parole ma non ho resistito! ;-) Gli antichi filosofi sostenevano che in medio stat virtus (la virtù sta nel mezzo) con la convinzione che si dovesse auspicare il raggiungimento di un giusto equilibrio tra due estremi opposti. Nell'art journal invece possiamo davvero affermare che la virtù sta nel medium, ovvero che la qualità e la riuscita del lavoro, dipendono in gran parte dal medium utilizzato sulle proprie pagine...
Ve lo posso confermare con cognizione di causa per la lunga sperimentazione che ho alle spalle: ho infatti iniziato a mettere insieme i miei primi art journal nel lontano....No, non ve lo dico perchè poi fate i conti e salta fuori che sono troppo vecchia per divertirmi ancora a pasticciare con certe cose! ;-)
Non c'era un nome allora per definire questi lavori, le tecniche impiegate erano tante: collage, pittura, disegno, scarabocchio, forbicicchio...insomma si trattava di mixed-media ma nessuno lo sapeva...tantomeno la sottoscritta! :-) Così come non sapevo come fare per evitare alcuni inconvenienti dovuti all'impiego di carta inadatta, di solito quella di agende e quaderni se non addirittura di riciclo, come nell'esempio qui sotto, dove la base di partenza era un catalogo in carta patinata:
Avete notato come sono deformate le pagine? D'altra parte la carta era sottile e per incollare i ritagli usavo colla vinilica allungata con acqua...insomma art journal in era preistorica! ;-) Oggi per fortuna esistono prodotti adatti a preparare la carta in modo da renderla più resistente e ricettiva, così come sono disponibili collanti più delicati ma non per questo meno tenaci, che permettono di fissare le decorazioni (anche quelle tridimensionali!) senza bagnare inutilmente il supporto...Sì, sono proprio questi i mediums per art journling! Vogliamo conoscerli insieme?
Uno dei prodotti più noti è sicuramente il gesso, un composto che solitamente è bianco in origine ma che può essere colorato per adattarlo alle proprie esigenze. Lo si trova in commercio in più varietà che si contraddistinguono per la diversa consistenza e il diverso impiego:
GESSO LIQUIDO E' quello che i pittori stendono preventivamente sulla tela per far aderire meglio i colori. Si presenta come un liquido bianco piuttosto denso ed è confezionato in flaconi con tappo erogatore, così da poterlo versare direttamente sul supporto per poi stenderlo con un pennello. Asciuga abbastanza rapidamente ed ha un blando effetto coprente che può essere accentuato con la stesura in più mani. Nell'art journal serve a preparare la superficie della carta all'ottimale ricezione del colore e a renderla più resistente alla bagnatura. Può anche essere applicato sopra il colore, dopo che è asciugato, per smorzarne i toni e conferire alla pagina un effetto più delicato
GESSO SOLIDO Si chiama così per distinguerlo dal gesso liquido ma in realtà ha consisteza cremosa ed un maggiore effetto coprente. E' confezionato in barattoli con tappo a vite, dai quali può essere prelevato e successivamente applicato sia con il pennello che con una spatolina. Sulla carta ha gli stessi effetti del gesso liquido ma una minore resa così che usarlo in sua alternativa comporterebbe un maggior consumo. Il gesso solido trova il suo impiego ideale nella realizzazione di effetti tridimensionali, sia stendendolo sulla carta direttamente con la spatola sia applicandolo con l'interposizione di uno stencil
PASTA DA RILIEVO E' chiamata anche modeling paste o texture paste ed è impiegata per ottenere decorazioni in rilievo di spessore maggiore rispetto a quelle ottenibili con il gesso solido. E' commercializzata in barattoli dai quali può essere prelevata per mezzo di una spatola e la sua consistenza è molto simile al comune stucco per imbianchini venduto nei colorifici, attenzione però a non fare confusione: lo stucco asciugandosi si screpola e si sfalda mentre la pasta da rilievo, grazie alla sua composizione chimica, rimane elastica anche dopo l'asciugatura.
Ma per capire veramente come possa essere sfruttato il gesso sulla carta occorre vederlo all'opera, vi propongo quindi questo video di Marieke Blokland che ne illustra, meglio di qualsiasi descrizione, le caratteristiche:
Avete notato che differenza tra le pagine trattate con il gesso e quelle non trattate?! Questo video è davvero molto utile!
Ve ne propongo un altro dove invece possiamo vedere l'impiego pratico del gesso in un Brag Book che Celine Navarro ha realizzato per Fancy Pants:
Avete visto come può cambiare aspetto una pagina con poche pennellate di gesso e qualche doodles a pennarello?! E, come già anticipato, il gesso è solo uno dei molti mediums che ci possono aiutare nell'art journaling...restate sintonizzati sulla Guida e conosceremo insieme anche tutti gli altri! ;-)
E' così che potremmo definire l'art journal! Infatti, in opposizione al tradizionale diario di adolescenziale memoria (non ditemi che non ne avete mai avuto uno!) accuratamente serrato, a volte addirittura con un lucchetto, e pensato per conservare i più intimi pensieri, l'art journal è quasi sempre un diario di pubblica divulgazione, creato per trasmettere e condividere con altri le proprie emozioni.
Ma come si realizza un art journal? Inutile dilungarsi sui contenuti: ciascuno di noi ha il proprio vissuto a cui attingere e, se anche dovessero mancarci le parole, per esprimere uno stato d'animo ci potrebbero venire in aiuto aforismi, poesie e canzoni! ;-)
Esaminiamo piuttosto la questione dal punto di vista pratico e diciamo che la prima cosa da procurarsi per iniziare un art journal è la carta sulla quale scrivere e disegnare. A tal proposito meglio non restringere il campo delle possibilità: album da disegno, agende, taccuini, vecchi libri, schetch books...tutto può andar bene per iniziare il proprio art journal, persino dei semplici quaderni a righe o a quadretti come fa la pittrice e calligrafa Martha Lever (notate le righe che traspaiono sotto il disegno!):
Volendo potreste anche realizzare le vostre pagine singolarmente per poi rilegare insieme solo quelle che vi soddisfano di più...e ciò, badate bene, non significa che dovrete salvare solo le pagine venute meglio esteticamente ma quelle che rispecchiano quanto più possibile le sensazioni che volevate trasmettere!
In commercio troverete comunque molti articoli già pronti per lo scopo e la scelta dipenderà in parte dal tipo di art journal che avete in mente di creare e in parte da quanto siete disposti ad investire per l'acquisto. Un buon compromesso, per chi non ha ancora le idee chiare in proposito, è rappresentato dagli scrap-journal book, i cui esempi più noti si trovano nelle collezioni Smash Book di K&Company e La De Dah di Grant Studios:
Essi infatti possono costituire l'ideale via di passaggio tra il classico layout di scrapbooking, fine a sè stesso, e l'art journal dal respiro più ampio e con un filo conduttore che solitamente lega una pagina alla successiva. E' infatti consigliabile, quando si passa da un'attività creativa ad un'altra, di operare in maniera graduale la transizione in modo da sfruttare la propria pregressa esperienza anche sul nuovo terreno: stamping, distressing, collage...sono tutte tecniche che chi fa scrapbooking conosce molto bene e che sicuramente l'aiuteranno a muovere i primi passi anche nell'art journaling!
Chi invece ha maggior predisposizione per i materiali delle tecniche pittoriche tradizionali preferirà sicuramente come base di partenza il classico foglio bianco così che le possibilità di elaborarlo diverranno più ampie. Anche in tal caso si trovano in commercio i supporti adatti, album e quaderni con le pagine con limitata o assente rigatura, pensati appositamente per l'art journal, anche se non sempre la loro qualità è all'altezza delle aspettative...il caso più eclatante è quello dei taccuini Moleskine, oggi tornati di gran moda:
Se prediligete lavorare di doodling a penna essi potrebbero anche andare bene ma già con le matite da disegno ed i gessi potreste avere degli inconvenienti perchè le loro pagine sono piuttosto lisce e trattengo male grafite e fusaggine. E' invece sicuramente meglio lasciar perdere acquerelli, inchiostri, pennarelli e markers: le pagine dei comuni taccuini Moleskine sono infatti troppo sottili e si deformano facilmente con i media liquidi così come lasciano passare il colore sul retro se ci si scrive sopra con dei markers. Naturalmente sono tutti problemi rimediabili: le matite si possono fermare sulla carta con un fissativo e, per evitare che inchiostri e pennarelli traspaiano sul retro della pagina, si possono incollare le pagine tra loro a due a due...ma ne vale la pena? Tenuto conto soprattutto che i taccuini Moleskine costano mediamente più degli altri!
Come principio di base è sempre meglio quindi preferire i prodotti di aziende che siano specializzate nel settore...e occorre dire che la scelta non manca! Dal Brag Book di Fancy Pants, le cui pagine in carta craft alternate a taschine sono pensate per chi ama raccogliere memorabilia, al Creative Journal di Ranger, che è invece più indicato per chi privilegia la fase pittorica con l'uso abbondante di inchiostri liquidi:
Se però non siamo ancora convinti che l'art journal faccia al caso nostro, direi che non è opportuno fare grossi investimenti e, per risparmiare ed ottenere al contempo un supporto di carta idoneo ad essere trattato con le tecniche mixed media, potremo seguire i consigli di Teesha Moore, una grande artista dell'art journaling, che ci spiega come fabbricarci da soli il nostro diario partendo da un cartoncino da disegno di grande formato:
Teesha utilizza un foglio di 22x30 pollici che è praticamente impossibile da trovare nelle nostre cartolerie...però potremo rimediare con un cartoncino 50x70 centimetri adattando leggermente le misure. Ecco come fare: - Dividiamo il cartoncino in tre strisce di cm. 23x50 (ci avanzerà una striscia sottile alta 1 cm. e lunga 70 cm che elimineremo) - Sulle prime due strisce eseguiamo una piegatura a 18 e a 36 cm dal bordo esterno (si formano le tre sezioni larghe rispettivamente 18, 18 e 14 cm.) - Pieghiamo a metà la terza striscia che fa da copertina e formiamo i risvolti che saranno larghi ciascuno 7 cm.
Per rilegare le pagine basterà ricorrere ad una semplice cucitura, come ci mostra Teesha Moore nella seconda parte del video:
Visto com'è semplice? Abbiamo ottenuto un journal con carta di buona grammatura spendendo solo pochi centesimi! E c'è anche un altro vantaggio: sapendo di poterlo realizzare in proprio, in qualsiasi momento e con minima spesa, non saremo frenati dalla paura di rovinarlo e potremo dar libero corso alle sperimentazioni... Continuate a seguire la Guida e vedremo insieme tutte le tecniche che è possibile provare! ;-)
Che ne dite se, una volta tanto, vi propongo un progetto che si possa declinare anche al maschile? Solitamente i signori uomini sono soggetti molto difficili da accontentare: per loro niente fiori, nastrini o gemme e ciò limita di molto le possibilità d'interpretazione...Per fortuna nell'ambito dello scrapbooking le tecniche a disposizione sono così numerose e versatili che riusciremo a trovare qualcosa di adatto anche per i lui di casa!
E' con questo spirito che ho realizzato il Tag Mini Slides che sarà protagonista del Corso di Sabato 24 Gennaio 2015 presso Think Pastel. Si tratta di un mini album formato da una serie di maxi tags montate insieme da un anello metallico:
Il modello d'ispirazione è il mitico Tim Holtz (uomo pure lui!) ed ho cercato di ricreare il suo stile retrò-grunge utilizzando carte da scrapbooking ad effetto craft e cartone riciclato da scatole da imballaggio:
Naturalmente non potevo rinunciare ai dettagli metal, come i piccoli charms in metallo brunito, i brads con capocchia a forma di vite e le applicazioni in lamina metallica embossata e colorata con i pennarelli ad alcool Spectrum Noir:
Quando ho menzionato Tim Holtz probabilmente, per associazione d'idee, vi sono venuti in mente i tamponi Distress, da lui ideati e resi celebri...e avete indovinato perchè li ho utilizzati in abbondanza! Sia per lo stamping...
...che per le decorazioni a stencil:
Molti dei materiali utilizzati sono di recupero...vi sorprenderà scoprire quanti oggetti della nostra quotidianità si possono riciclare come elementi da scrapbooking! Siete già riusciti ad individuarli nelle foto? ;-)
Se questo progetto vi piace non mi resta che invitarvi a partecipare al Corso di Scrapbooking di Sabato 24 Gennaio 2015 presso il negozio Think Pastel...e tornerete a casa con un mini album che sarà apprezzato anche dagli uomini di famiglia! ;-)
Quando, quasi cinque anni fa, dedicai un articolo della Guida all'art journal, erano veramente in pochi in Italia a praticare seriamente questa attività creativa...anzi, a giudicare dalle e-mails che ricevetti in quell'occasione, erano in pochi a sapere esattamente di cosa si trattasse! I fatti sono cambiati: sempre più spesso si sente parlare -in italiano!- di art journal, anche se un po' di confusione sull'argomento permane ancora...
L'errore più comune è quello di enfatizzare il significato della parola journal a scapito degli aggettivi che l'accompagnano: accade così che taluno confonda l'art journal con il travel journal o con il journal delle pagine di scrapbooking senza rendersi conto che sono cose ben diverse fra loro!
Journal significa letteralmente diario ed infatti il journal dei layouts di scrapbooking è il testo che descrive e puntualizza gli altri elementi della pagina (lo vedete indicato dalle frecce gialle):
Nell'art journal invece il testo può essere importante ma non è determinante perchè nel proprio diario artistico il creativo si esprime anche e soprattutto attraverso immagini e colori:
Travel journal invece significa semplicemente diario di viaggio: un rappresentante che girasse per la regione visitando i clienti potrebbe annotare su un'agenda le varie mete, l'ora di partenza ed arrivo, gli articoli venduti, l'importo dell'ordine o altri particolari del percorso...realizzerebbe così un diario di viaggio ma credo che a nessuno verrebbe in mente di definirlo un diario artistico! :-D Per trasformare il semplice resoconto di un itinerario in un art journal è necessario l'impulso creativo individuale che rende ogni pagina personale ed unica:
Occorre dunque essere artisti per realizzare un art journal? Certo! Ma non secondo la concezione stereotipata che si ha convenzionalmente di un artista. Occorre saper disegnare o dipingere? Niente affatto! Se cerchiamo infatti una definizione del termine arte troveremo: qualsiasi forma di attività dell'uomo come riprova o esaltazione del suo talento inventivo e della sua capacità espressiva.
Questo significa che possiamo tutti essere artisti, ciascuno a modo proprio, ciascuno esprimendosi secondo le proprie attitudini. Chi ha una bella calligrafia punterà soprattutto sul testo, mettendolo in risalto con il colore:
Chi si sente negato per la pittura potrà esprimersi attraverso doodles e collage:
E se vi sorge il dubbio che per portare a termine un art journal occorrano un'attrezzatura o dei materiali particolari ricredetevi: le foto che vedete in questo articolo sono tratte da un art journal che realizzai nel 2010 (quando il termine mixed-media era noto a pochi eletti!) utilizzando matite, acquerelli, pennarelli, immagini ritagliate da riviste o fotocopiate da qualche libro...insomma niente che probabilmente non abbiate già per casa anche voi!
Certo non mi sono mancati gli inconvenienti: pagine che s'imbarcavano per l'eccesso di umidità della pennellata, l'inchiostro dei pennarelli che traspariva sul retro della pagina costringendomi a rimediare incollandoci sopra qualcosa...che sfida però per la fantasia!
Oggi per fortuna è più facile trovare prodotti dedicati, che ci facilitano il lavoro manuale permettendoci di dare libero sfogo all'espressione creativa...vi piacerebbe saperne di più? Allora non vi resta che restare sintonizzati sulla Guida perchè ritorneremo presto sull'argomento! ;-)