24/11/13

Semplicità per Natale

Non è detto che per realizzare qualcosa di gradevole sia necessario ricorrere a progetti elaborati: la semplicità d'esecuzione, purchè non si cada nella banalità, non pregiudica il risultato finale...e garantisce la riuscita del lavoro anche alle mani meno esperte!

La ricorrenza del Natale poi è uno di quegli eventi che coinvolgono tutta la famiglia ed è molto probabile che anche figli o nipotini si offrano di collaborare alla preparazione di biglietti d'auguri e tags chiudipacco. Per non deluderli ma, al tempo stesso, per non rischiare di sprecare tempo e materiali nel vano tentativo di riprodurre una card tecnicamente ricercata meglio affidarsi a progetti semplici e dall'esito assicurato.

Se fate un giro sul blog di Think Pastel, nella sezione Samples dedicata al Natale troverete alcuni progetti realizzati durante i corsi e pensati proprio per semplificare il lavoro e permettere di ottenere in breve tempo un notevole quantitativo di gradevoli decori per pacchetti, cards e chiudipacco:



Cercando in Rete la scelta è ancora più varia, osservate ad esempio questa card di Catherine Pooler:



Potrete usare una punch, come ha fatto lei, oppure una Framelits della Big Shot ed in pochi minuti otterrete una decorazione tridimensionale grazie ai quadratini di adesivo spessorato.

Sempre tridimensionale è l'effetto ottenuto da Elena Roche su tag e biglietto d'auguri nel video seguente, dove il soggetto è un alberello di Natale creato con pochi e semplici piegature:



Naturalmente, in mancanza della Framelits a cerchio smerlato, potrete impiegare una punch, che di solito ha però diametro inferiore, oppure disegnare il cerchio con il compasso e ritagliarlo con una forbice creativa a lame sagomate.

Per finire...un progetto senza fine! Guardate infatti quanti lavori riesce a realizzare Vicki McCarthy utilizzando solo due punches, qualche timbrino e la colla glitterata:



Anche questo progetto è adattissimo ad essere realizzato insieme ai più piccoli di casa, anzi probabilmente la loro fantasia riuscirà a trovare molte più combinazioni nell'assemblaggio dei vari pezzi!

E' interessante notare che le tre crafters che abbiamo appena visto all'opera provengono da tre continenti diversi, eppure quando si tratta d'interpretare il Natale lavorano all'unisono, sebbene le tradizioni delle loro rispettivi nazioni siano differenti...non c'è che dire: nel papercraft tutto il mondo è paese! ;-)



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17/11/13

Tagliare senza rischi

Le forbici, il cutter, le rivettatrici, la punta del compasso, le perforatrici roller...a chi lavora con la carta capita sicuramente di utilizzare spesso uno o più di questi attrezzi -se non addirittura tutti!- e la possibilità che lo strumento sfugga di mano andando a tagliare dove non dovrebbe è sempre da temere.

Come fare allora per proteggere il piano di lavoro dai rischi legati alle attività di taglio? Una soluzione c'è e si chiama tappetino da taglio o cutting mat: è una tavoletta in plastica, rigida ma al tempo stesso elastica, realizzata in materiale cosiddetto autorigenerante perchè assorbe il taglio senza rovinarsi, consentendo il perfetto scorrimento della lama che si mantiene anche dopo uso intenso.



I tappetini da taglio sono disponibili in varie misure, anche se i formati più comuni per il papercrafting sono l'A4 e l'A3. Alcune aziende produttrici di articoli per lo scrapbooking hanno a catalogo anche basi di taglio nel formato quadrato 35x35 cm. mentre i tappeti extra large sono quasi esclusivamente riservati ai tavoli da sartoria per l'impiego con il rotary cutter.



Ma perchè acquistare un tappetino da taglio? Non basta proteggere il tavolo con del cartone da imballaggio o ricorrendo a riviste ad alto spessore?
Effettivamente sì, anche in questo modo il piano di lavoro è protetto...ma che mi dite della lama dello strumento che state utilizzando? Nella plastica autorigenerante la lama affonda leggermente senza trovare resistenza e rimane affilata ed efficiente più a lungo, senza contare che l'operazione di taglio risulta sicuramente agevolata...mi sembrano ragioni valide per prendere in considerazione l'opportunità d'investire in questo attrezzo, anche tenuto conto del costo più che abbordabile: un buon tappetino di taglio in formato A3 si trova oggi a meno di 20 Euro ed ha durata praticamente illimitata.



Un altro pregio secondario che accomuna i tappetini da taglio, di qualsiasi marca o formato siano, è la griglia serigrafata sulla loro superficie, che offre un punto di riferimento preciso per l'esecuzione del taglio...non è una caratteristica di fondamentale importanza ma vi posso assicurare che è molto utile e che per certi lavori ci evita l'uso di righello e squadra!



Un tipo un po' particolare di tappetino da taglio è quello prodotto appositamente per le rivettatrici, delle quali vi avevo già parlato in un precedente articolo:



Esso è formato solitamente da due livelli: al materiale autorigenerante in superficie è accoppiato uno strato di base più resistente, in modo che venga conservata la duplice funzione protettiva, sia sulla lama che sul piano di lavoro, non dimentichiamoci infatti che al possibile effetto lesivo del taglio va ad aggiungersi qui anche la notevole forza con il quale esso viene effettuato, o con la molla della rivettatrice o con il martelletto.

Per concludere: abbiamo davvero bisogno di un tappetino da taglio?
Probabilmente no, buona parte di noi si arrangia comunque senza ma...la vita, (anche quella di una papercrafter!) non è fatta solo di cose strettamente indispensabili!
Il tappetino da taglio ci può essere di certo utile e considerando anche il suo accessibile costo vale la pena di farci un pensierino... ;-)



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10/11/13

Una cascata di carta

Più semplice da realizzare di quanto non sembri, con un aspetto scenografico dal successo garantito, la card a cascata o, come la chiamano all'estero, waterfall card è ormai un classico tra i biglietti pop-up e nessun papercrafter può esimersi dal conoscerla. Mi sono invece accorta che non ne ho mai parlato su questa guida...

Probabilmente ero convinta di averlo già fatto! Non è così e quindi rimedio oggi alla lacuna proponendovi il tutorial per creare questo grazioso biglietto (clic sull'immagine per aprire il link)



Ma se il biglietto in fotografia appare carino è solo quando lo si osserva in movimento che diventa davvero particolare, come ci dimostrano i vari esempi in questo video:



Simpatica la card che imita la pellicola fotografica, non trovate?

Oltre che per una card però il meccanismo a cascata può essere utilizzato anche per ottenere un mini album di scrapbooking, eccolo in versione orizzontale:



Ma naturalmente lo possiamo sfruttare anche in verticale, come nel video seguente, dove sono dettagliate chiaramente le misure dei vari pezzi, cosa che ci faciliterà il lavoro ;-)



Nei tutorials che vi ho proposto oggi e, in generale, nelle istruzioni provenienti da oltreoceano e che spesso vi segnalo, le misure sono indicate in pollici o inches, quindi va tenuto presente che 1 pollice corrisponde a 2,54 centimetri...oppure si può ricorrere ad un pratico righello di conversione:



Come abbiamo visto la struttura a cascata è complicata solo in apparenza, in realtà basta eseguire con un minimo di precisione le piegature per ottenere un risultato spettacolare che stupirà gli osservatori, ignari dei retroscena del progetto.
Personalmente l'ho già sperimentata in varie occasioni e sempre con soddisfazione, quindi ora vi pongo la domanda di rito: volete provarci anche voi? ;-)



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03/11/13

L'ABC dello stamping...

Ovvero come abbinare divertimento e cultura recuperando vecchi testi scolastici con l'aiuto di timbri, tamponi d'inchiostro e fantasia!

Gli scolari d'oggi sono fortunati: hanno a disposizione libri bellissimi, di grande formato, ricchi d'illustrazioni a colori e con le pagine lisce e sottili...è quasi un peccato non avere voglia di studiare! ;-)
Quando andavo a scuola io (taaaanti anni fa) i libri erano di dimensioni più compatte, le illustrazioni, quasi sempre in bianco-e-nero, erano ridotte al minimo e le pagine erano ruvide, spesse e grigiastre...
Eppure anche questi volumi demodè, troppo recenti per avere valore antiquariale e troppo vecchi per il mercato dell'usato, possono essere recuperati in maniera creativa dagli appassionati di papercraft.

L'idea di base è quella di decorarli con lo stamping, utilizzando preferibilmente timbri che richiamino i contenuti del testo...cosa non sempre facile!
Probabilmente è questo il motivo per cui il volume che più spesso troviamo oggetto di riciclo è il vocabolario: con le tante parole che contiene (tutte in realtà!) avremo sicuramente un timbro adatto per illustrarne qualcuna!

Uno dei dizionari più ricchi, per quantità di decorazioni e per assiduità di pubblicazione, è sicuramente quello di Mathilda, dateci un occhio se siete in cerca d'ispirazione.



Qui trionfano lo stamping e le colorazioni semitrasparenti che permettono il mantenimento della funzione propria del libro, la lettura, ma vi sono altre interpretazioni dell'altered dictionary che privilegiano la decorazione coprente, come questa di Annie realizzata con il collage



Naturalmente il dizionario è solo uno dei tanti volumi che si possono alterare con lo stamping, pensate ad esempio alle vecchie antologie scolastiche, dove poesie e brani scelti potrebbero rappresentare un notevole stimolo artistico per la nostra creatività!
E poi ci sono i romanzi...Qui sì che ci sarebbe da sbizzarrirsi: gli accadimenti, le situazioni, i personaggi...basteranno i timbri della nostra collezione per descriverli tutti?!

Insomma la decorazione dei libri può aprirci le porte di un mondo ricco di pungoli e di gratificazioni, senza contare l'effetto culturale...eh sì, perchè per scegliere il disegno adatto con cui decorare le pagine dovremo essere a conoscenza del loro contenuto, quindi dovremo leggere il libro! ;-)

E' fondamentale che s'intervenga su libri usati? No, ovviamente lo stesso lavoro lo si può attuare anche con volumi di pubblicazione recente, tuttavia il recupero del libro di vecchia data (che sia nostro o passato in consegna da un genitore o dal nonno) ha sempre un fascino intrinseco che i nuovi oggetti non hanno.
E poi, come si diceva in apertura, i vecchi libri sono fatti di carta più consistente, che meglio si presta ad essere trattata con tamponi, inchiostri ed altri tipi di media...già, ma quali sono i colori più idonei per alterare un libro? Molto dipende dall'effetto finale che si desidera ottenere: volete che il libro sia ancora leggibile? Allora optate per lo stamping con tamponi ad asciugatura rapida, come il Versafine di Tsukineko, e colorate con tratti leggeri di matite e pastelli.



Non vanno bene invece gli inchiostri ad asciugatura lenta, come ad esempio i Distress, perchè bagnano troppo la carta e rischiano di far trasparire il colore anche sul retro della pagina. Per lo stesso motivo è meglio evitare anche gli acquarelli e in genere tutti i media che si allungano con acqua.

Se invece conservare la leggibilità del libro non v'interessa (proprio non vi è piaciuto, eh?!) avrete una scelta più ampia perchè, anche se il retro della pagina dovesse macchiarsi, potrete ricoprirlo con altri colori o con il collage di materiali vari.
Guardate ad esempio questo tutorial di Cynthia Shaffer e ditemi: avreste mai pensato di ricamare sulle pagine di un libro?!



Come abbiamo visto da questi pochi esempi, le possibilità di decorare un libro non mancano e, cercando in Rete, ne troveremo molte altre...quindi armiamoci di spolverino ed andiamo a rovistare in libreria...o in cantina...o in soffitta...o nel box...insomma in tutti quei posti dov'è possibile che siano finiti dei vecchi libri e riportiamoli in vita con lo stamping!



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27/10/13

Boo!

Mancano solo pochi giorni ad Halloween, la festa d'importazione che anche da noi riscuote un discreto successo non tanto per il suo contenuto mistico quanto per quello ricreativo, che ne fa una versione in chiave horror del Carnevale. I soggetti che più apertamente subiscono il fascino di questa celebrazione, per noi tuttora non convenzionale, sono soprattutto i ragazzi ed i bambini in età scolare, così che potrebbe capitare a qualsiasi mamma (o nonna o zia o amica) scrapper di dover improvvisare all'ultimo minuto un biglietto d'auguri per un invito del pargolo ad un party mostruoso.

Per fortuna Internet rappresenta come sempre una miniera d'idee, che in questo caso sono quanto mai numerose visto che buona parte dei tutorials di card making caricati in Rete provengono da paesi nei quali la festa di Halloween ha alle spalle una consolidata tradizione.

Nel video che vi segnalo oggi trovate ben tre modelli diversi di cards a tema:



Sono tutti molto semplici da realizare, anche per le crafters meno esperte, e abbastanza rapidi perchè alcune operazioni si possono all'occorrenza modificare...Ma guardiamo il video:



Per risparmiare tempo si potrà, ad esempio, evitare di colorare e rifinire le lettere chipboard sulla zucca : basterà usare del cartoncino nero anzichè bianco per il banner.
Così come potremo fare a meno di ripassare tutti i contorni con la penna gel...sono piccoli particolari che portano via un sacco di tempo e che non sono fondamentali per la riuscita finale della card.

Nel biglietto seguente gli occhietti del fantasmino, invece di intagliarli con il cutter, li potrete creare al contrario, ovvero ritagliandoli nel cartoncino nero con una forbicina (operazione molto più rapida) o addirittura utilizzare occhietti mobili già pronti.
Per non parlare poi del rivestimento in carta delle lettere che compongono la scritta: un lavoro molto lungo quando invece sarebbe più che sufficiente la copertura con polvere da embossing colorata.

Anche nel terzo modello trovo molto macchinoso il ritaglio della cornice bianca: provate ad usare due cerchi sovrapposti, quello bianco più grande sotto e quello arancio più piccolo sopra, incollato con adesivo spessorato...vedrete che la card sarà ugualmente graziosa senza aver perso tanto tempo!

Insomma, perchè complicarci la vita se possiamo ottenere lo stesso risultato in modo più semplice?! ;-)
E adesso mettiamoci al lavoro, perchè Halloween si sta avvicinando!



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20/10/13

Retrò-Grunge Mini Album

Da molti copiato ma da nessuno eguagliato: è il mitico Tim Holtz, il Creative Director di Ranger Ink che si è imposto nel mondo del papercraft grazie al suo imprinting stravagante ed innovativo caratterizzato da colorazioni sfumate, effetti di usuramento, particolari grunge accostati ad elementi Steampunk.

Anche se il suo stile è praticamente impossibile da emulare, possiamo tuttavia trarre ispirazione dalle sue opere ed applicare al nostro lavoro le varie tecniche che il Maestro, come viene scherzosamente chiamato dai suoi fans, ci ha insegnato nel corso degli anni.
Ed è appunto ciò che ho fatto io per realizzare il Retrò-Grunge Mini Album che sarà protagonista del prossimo corso di Think Pastel: si tratta di una struttura a più facciate ottenuta con semplice cartoncino da disegno, decorato ed impreziosito con l'uso dei tamponi Distress e delle polveri Perfect Pearls.

Il mini album si presenta esternamente decorato con un grosso fiore (il mio tocco femminile!) ed una borchia metallica per la chiusura (l'omaggio a Tim Holtz):




Ho fatto ampio uso delle colorazioni sfumate con i Distress abbinate alle maschere della collezione Idea-ology disegnata da Tim Holtz per Advantus:




Non mancano i particolari retrò...




...e gli elementi Steampunk:




Il tocco grunge è presente un po' ovunque:




Alcuni particolari sono ottenuti con l'ausilio della Big Shot e degli stencil:




E naturalmente la fanno da padrone le tecniche di stamping, anch'esse incentrate sull'uso dei Distress e dei Perfect Pearls:




Mi è molto piaciuto portare a termine questo progetto perchè, pur essendo basato su tecniche ben precise, lascia ampio spazio alla loro libera interpretazione e so già che alla fine del corso tutti i lavori prodotti saranno molto diversi l'uno dall'altro sebbene realizzati seguendo le stesse procedure. Insomma, sono certa che piacerà anche a voi cimentarvi con inchiostri e polveri iridescenti...l'importante è che non abbiate paura di sporcarvi le mani! ;-)



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13/10/13

Doppio è meglio!

Dell'embossing a caldo avete già ampiamente sentito parlare su questa guida e ormai conoscete tutte le tecniche che lo riguardano...
Tutte? Eh no, direi che una ancora ci manca nel nostro archivio di esperienze...

...E' la tecnica del doppio embossing che ci propone nel video di oggi la simpatica Gina di Stamp TV: si tratta di un embossing prodotto in due tempi che permette di ottenere così la colorazione a rilievo della stampata con due tipi di polverine diverse.
Ecco la card che ha creato per noi Gina:



Ed ecco il video dove vengono mostrate le fasi di realizzazione:



Gina ha utilizzato per prima la polverina color oro e successivamente quella trasparente ottenendo un effetto di tridimensionalità tono su tono molto gradevole. Nulla vieta comunque d'impiegare polveri colorate anche per il secondo passaggio, l'importante è di usare con precisione il pennarello da embossing in modo che la seconda polvere non si sovrapponga alla prima producendo sbavature di colore...che poi è lo stesso principio che occorre seguire ogni volta che si colora una timbrata! ;-)

Nel video viene utilizzato come inchiostro per embossing il VersaMark di Tsukineko:



Esso, rispetto al tradizionale tampone da embossing, ha una caratteristica in più: produce sulla carta un effetto di marcatura opaca che resta indelebile anche asciugandosi. In pratica con il VersaMark è possibile ottenere su carta il cosiddetto effetto filigrana...ovviamente questo optional si paga: il VersaMark è notoriamente più costoso degli altri tamponi per embossing, quindi sta a voi decidere se effettivamente vi può essere utile questo connotato aggiuntivo.

Nel complesso la card è semplice da realizzare, graziosa anche se non originalissima e versatile perchè cambiando il soggetto del timbro la si può adattare a svariate occasioni...direi che la tecnica del doppio embossing è senz'altro da tener presente per occorrenze future!



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06/10/13

Scrap for dummies...

...Ovvero lo scrapbooking per i negati! Per tutti coloro che vorrei ma non posso, per chi, pur ammirando i layouts altrui non si sente in grado di realizzarne di propri per svariate ragioni: dalla scarsa fiducia nelle proprie capacità alla mancanza di tempo, dalla immotivata convinzione che sia troppo difficile alla pigrizia di affrontare qualcosa di nuovo...

Ditemi se anche voi non conoscete qualcuno di questi dummies...o se addirittura non vi sentite uno di loro!
Ebbene oggi un rimedio c'è e si chiama Project Life, è una tecnica di raccolta di immagini e ricordi, facilitata dall'uso di appositi page protectors, suddivisi in molteplici taschine, all'interno delle quali possono trovare posto varie fotografie ed anche piccole schede per la raccolta dei dati:



Nulla a che vedere con le tradizionali pagine di scrapbooking che solitamente occupano ciascuna per intero il page protector, possono ospitare un numero molto limitato di fotografie e vanno completate con l'aggiunta delle decorazioni:



Le differenze tra i due risultati saltano all'occhio ma, prima di storcere il naso sull'apparente povertà del Project Life v'invito a riflettere sul ben diverso impegno richiesto per il compimento di ciascun progetto...
Chi decida infatti di affrontare il Project Life avrà come unico onere quello di scegliere le fotografie, dopo di che non dovrà far altro che infilarle nelle taschine già pronte, alternandole alle schede del journaling, anch'esse già pronte per essere compilate e confezionate in set dalle combinazioni di colore già pronte e coordinate.



Tutto qui...quanto tempo potrebbe richiedere il completamento di un paio di pagine?
Ipotizziamo, stando larghi, una mezz'oretta...
Le pagine di scrapbooking viste prima hanno richiesto un paio d'ore per la loro realizzazione...ve lo dico per certo perchè le ho fatte io! ;-) Prima ho dovuto scegliere le carte più adatte, poi le decorazioni, quindi ho provato a collocare i vari elementi sino a trovare la disposizione che mi piaceva di più ed infine ho incollato il tutto...d'altra parte lo scrapbooking, come del resto qualsiasi altro hobby, è fatto per passare piacevolmente il proprio tempo libero, dunque che fretta c'è?! ;-)

Un'altro dei vantaggi del Project Life sottolineato dalla sua creatrice, Becky Higgins, un'americana intraprendente con il pallino per gli affari, è che la possibilità d'infilare numerose fotografie nella stessa pagina permette d'impiegare anche quegli scatti non proprio riusciti che si lascerebbero da parte...in realtà questo è un falso vantaggio, infatti sappiamo che, con l'avvento della fotografia digitale, gli scatti imperfetti si possono eliminare o comunque non stampare mentre per le vecchie foto stampate dal rullino può essere addirittura più stimolante recuperare quelle sfuocate o fuori inquadratura esaltandole in un layout di scrapbooking!

Per concludere: se avete poco tempo o poca voglia da dedicare alla valorizzazione dei ricordi fotografici, se, come prospetta Becky nei suoi video dimostrativi, avete i cassetti pieni di fotografie abbandonate a sè stesse, se vi sentite più archivisti che creativi, se anche per gli hobbies non potete fare a meno di seguire le mode, allora il Project Life, con la sua rigida impostazione schematica, il suo stile preformattato e l'appoggio (spesso mercenario) di alcune scrapper famose, può fare al caso vostro...Ma vi ricordo che esistono in commercio da parecchi anni dei normali album portafotografie a taschine che costano molto meno! ;-)

Se invece vi dedicate o intendete dedicarvi allo scrapbooking per il puro piacere di farlo, se per voi è più importante valorizzare una sola foto piuttosto che catalogarne cento, se nell'animo vi sentite più Poeta che Ragioniere, direi che potete ignorare la moda del Project Life e continuare a divertirvi con il vostro hobby preferito in assoluta libertà e senza i limiti imposti da chi dice di volerci semplificare la vita ma che in pratica inibisce la nostra fantasia!



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29/09/13

Polpette...di carta!

Un gustoso ricordo della mia infanzia sono i mondeghili, deliziose polpettine, che la nonna ci cucinava quando aveva da riutilizzare avanzi di carne lessata che, come si sa, non è mai stata gradita ai bambini, sia quelli di ieri che quelli di oggi...

Ma...cosa c'entrano le polpette con il papercraft?!
Non c'entrano niente in verità ma questo piatto povero della tradizione lombarda mi è venuto in mente quando mi sono imbattuta in alcuni lavori di papercraft trovati in Rete che si basano sullo stesso principio: riutilizzare gli avanzi.
Che si tratti di carne o di carta la regola fondamentale è sempre la stessa: non si butta via niente! :-)
E non solo per il mero risparmio economico ma anche e soprattutto perchè impiegare materiale ritenuto "di scarto" stimola la creatività e dà una maggiore soddisfazione a lavoro ultimato.

Immagino che anche voi, come me, abbiate accumulato nel corso del tempo un bel po' di ritagli di carta di vario tipo e dimensione: quelli più grandi ci tornano utili per completare layout o realizzare cards, ma quelli più piccoli sono meno facilmente recuperabili e finiscono con l'accumularsi...
Ecco quindi qualche idea trovata girovagando su Internet alla quale potersi ispirare per dare fondo alla nostra scorta di ritagli, cliccando su ciascuna immagine potrete accedere alla relativa pagina da cui è tratta per scoprirne i dettagli.


Iniziamo con un layout di Patricia Da Silva, una scrapper francese dallo stile inconfondibile e raffinato:



Di tutt'altro genere la card creata da Jennifer McGuire, la più sponsorizzata delle crafters americane, che ha utilizzato delle puncher per sagomare i ritagli di carta:



E che ne dite di realizzare addirittura una tela da appendere alla parete? Ecco come l'ha pensata Crystal:



Ancora un quadro, prodotto da Patricia Zapata riciclando minutissime striscioline di carta:



Ma, sempre con le striscioline, si possono creare anche originali layouts:



Con un pizzico in più d'immaginazione è possibile ottenere anche lavori molto insoliti, come questo mobile messo insieme da Dottie Angel sulla struttura metallica di un vecchio lampadario:



Ma l'impiego d'elezione dei frammenti di carta resta sempre lo scrapbooking, guardate questi due layouts trovati su Two peas in a bucket, realizzati grazie ai dischetti ricavanti con una puncher a cerchio:




E poi, naturalmente, si possono impiegare i ritagli, opportunamente sagomati, come banner o bandierine decorative:





Qui invece le striscioline di carta, tenute insieme dai brads, sono trasformate in fiori:



E se pensate che per ottenere qualcosa di decente servano ritagli di dimensioni non troppo piccole, vi ricrederete vedendo questa tag, dove sono stati utilizzati addirittura i tondini di scarto della foratura con un perforatore da ufficio:



Che ne dite, non valeva la pena di conservare i nostri ritagli di carta?!
Però (forse è superfluo dirlo) se vogliamo poter riutilizzare i nostri avanzi dovremo fare in modo di poterli ritrovare facilmente al momento del bisogno: se li tenessimo tutti insieme in una scatola perderemo un sacco di tempo a cercare nel mucchio ciò che ci serve!
L'ideale è separare i ritagli piccoli da quelli più grandi e già in passato vi avevo fornito suggerimenti al proposito: in questo post vi avevo detto che tenevo due raccoglitori diversi: uno per le carte di grandi dimensioni e l'altro per quelle più piccole...beh nel frattempo ne ho aggiunto un terzo per i ritagli di dimensioni intermedie.
Il passo successivo dovrebbe essere quello di suddividere ulteriormente il contenuto di ogni raccoglitore in base al colore predominante delle carte...ma non preoccupatevi: non mi sento ancora pronta per la camicia di forza! ;-)



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