01/04/12

Cestini per Pasqua

Un cestino riempito con ovetti di cioccolato è un classico della tradizione pasquale, possiamo renderlo ancor più gradito e sicuramente più originale se lo realizzeremo con le nostre mani...

Per i bambini piccoli non c'è storia: per non vederli delusi bisogna per forza regalargli un grosso uovo di Pasqua, non tanto per il cioccolato -i bambini moderni sono immuni da questo tipo di tentazioni!- :-) quanto per il piacere che da' loro il rompere l'uovo alla ricerca della sorpresa.
Per i più grandicelli invece, che ormai in occasione delle feste comandate sono abituati a ricevere da nonni e zii la mancetta, si è sempre alla ricerca di un sistema per presentargliela in modo adeguato, evitando di piazzargli poco elegantemente i soldi in mano. I modelli di cestini in carta che vi segnalo oggi sono adattissimi allo scopo: potrete nascondere le banconote sul fondo del cestino, ricoprendole con qualche ovetto di cioccolato...e la tradizione delle uova con sorpresa pasquali sarà comunque celebrata!


Il primo video vi illustra come realizzare un semplice cesto a base quadrata:





Nel secondo video Dawn Griffith (sempre lei!) ci mostra come creare un cestino a falde oblique:





In quest'altro video il lavoro è un po' più lungo ed il cesto è realizzato con delle strisce di carta fantasia:





Questi tre cestini, viste le piccole dimensioni, si prestano anche ad essere utilizzati come segnaposto per la tavola di Pasqua: potrete prepararli in colori diversi e poi dotarli di una tag che riporti il nome del commensale. Alla fine del pranzo ognuno si porterà a casa il suo cestino, in ricordo della festa trascorsa in compagnia.


E restando in tema di apparecchiature per la tavola, vi propongo un piccolo capolavoro di pazienza: è un paniere ottenuto con le pagine di un libro, che può essere utilizzato come centrotavola:





Non sembra difficile da fare...se vi piace però dovrete mettervi subito al lavoro se vorrete riuscire a finirlo prima di Pasqua! ;-)




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25/03/12

Le forbici per il papercraft

Si è detto più volte che per iniziare a cimentarsi in questa intrigante attività basterebbero carta, colla ed un paio di forbici...sì ma quali forbici? CHe caratteristiche devono avere questi indispensabili attrezzi? Vediamole insieme...

Anche se è opportuno riconoscere che per lavorare con la carta è sufficiente un qualsiasi paio di forbici che sia in grado di tagliarla, è anche doveroso precisare che se si desidera lavorare bene allora l'attrezzo deve avere determinati requisiti.
Prima di tutto lame diritte ed affilate che consentano un taglio preciso e senza sfrangiature....non date per scontato questo fattore: non avete idea di quante persone ho incontrato che si dolgono della loro incapacità di tagliare decentemente per poi scoprire che usano forbici con le lame non allineate o addirittura scheggiate!


Secondo importante presupposto è che l'impugnatura risulti comoda: senza per forza ricorrere alle forbici dotate d'impugnatura anatomica in materiale gommato (che sono il massimo della goduria per chi le deve usare per molte ore!) basta che, quale che sia il modello di forbici, esso sia proporzionato alla mano che le usa.
E' intuitivo che una persona adulta con mani di medie dimensioni si troverà scomoda ad usare forbici per bambini, così come al contrario se si hanno mani piccole e minute si potrebbero incontrare difficoltà a maneggiare grosse forbici in metallo pesante.


Direi che le forbici ideali per lavorare velocemente e senza sforzo sono quelle con impugnatura in plastica o gomma e lame di 8-10 cm.:





Importante è anche scegliere forbici con punte non arrotondate perchè limiterebbero la precisione del taglio (naturalmente il presupposto è che esse vengano impiegate da persone adulte!).
Teoricamente per lavorare con la carta non vi servirebbe altro.......
Teoricamente.
In pratica il mercato del bricolage ci offre, in una stessa categoria di attrezzi, talmente tante diversificazioni che è difficile restare indifferenti ed accontentarsi di un solo prodotto, e ciò vale anche per le forbici. Accanto al modello standard appena descritto vi capiterà quindi di trovarne altri tipi, decantati dai produttori come imperdibili novità ma che, troppo spesso, sono solo forbici comuni...carrozzate meglio!
Per non incappare in incauti acquisti (seguiti quasi sempre da cocenti delusioni!) vediamo allora quali potrebbero essere quelle forbici diverse che potrebbero davvero esserci utili in determinate occasioni.


Chi ha poco tempo a disposizione e desidera velocizzare le operazioni di taglio, oppure chi si dedica prevalentemente a progetti di grandi dimensioni (come avviene ad esempio nello scrapbooking) potrà dotarsi di un paio di forbici a lame lunghe, come queste:





Probabilmente vi appaiono come forbici normali....ed in effetti lo sono, però raggiungono la lunghezza di ben 25 cm. (15 dei quali solo di lame!) così che dimezzano la frequenza di azionamento rispetto alle forbici standard e ciò si traduce, oltre che in un risparmio di tempo, anche in una maggior precisione del taglio che ha minori punti di passaggio tra un movimento e l'altro.
Se poi si considera che il loro costo è davvero contenuto (meno di 3 € in cartoleria) si può concludere che le forbici a lame lunghe potrebbero essere un buon acquisto.


L'esatto opposto alle precedenti è rappresentato dalle forbici a lame corte e robuste come queste:





A parità d'impugnatura le lame corte richiedono una minore pressione da parte della mano -ricordate il principio delle leve studiato a scuola?- ;-) e se a ciò si aggiunge che questo modello è dotato di molla di ritorno e di rivestimento morbido antiscivolo s'intuisce lo scopo principale per il quale sono state inventate ovvero facilitare il taglio dei materiali ad alto spessore come cartoncino e cartone ondulato, o rigidi come plastica in fogli e lamina metallica.
Inoltre le estremitatà delle lame, perfettamente appuntite, consentono di tagliare con precisione anche negli angoli molto acuti.
A fronte di queste pregevoli qualità va opposto il costo piuttosto elevato del prodotto (intorno ai 15 €), che lo rendono appetibile solo a chi si trova a dover lavore spesso con i succitati materiali.


Un tipo di forbici che potrebbero invece essere utili a tutti sono le forbicine a lame incurvate:





Sono le comunissime forbicine da manicure reperibili per pochi euro in tutti i supermercati...probabilmente ne abbiamo già in casa più di un paio! Sono la manna piovuta dal cielo per tutti quelli che, come me, non riescono ad effettuare tagli in curva senza lasciare antiestetici "gradini".
Alternandole alle forbici a lama diritta, che mi servono per eseguire la maggior parte del progetto, riesco infatti ad ottenere un taglio fluido anche se sono chiaramente negata. Credetemi, val la pena di tenerne un paio nel nostro corredo di papercrafters!


Un altro modello di forbici che possono rivelarsi d'aiuto in svariate occasioni e che forse qualcuno di voi già possiede sono le forbicine a pinza:





Se avete dei trascorsi nel campo del decoupage probabilmente ne disponete già, se invece desiderate acquistarle vi consiglio di rivolgervi agli ultimi esemplari prodotti, come quello qui sopra di Rayher, che sono stati pensati anche per lo scrapbooking e che permettono quindi di tagliare materiali un po' più consistenti della sottile carta da decoupage, come ad esempio carta glitterata o vellutata, cartoncino e persino fotografie.
Il loro costo è ragguardevole (intorno ai 10 €) però è ripagato dalla possibilità di effettuare tagli di maggior precisione sui dettagli più minuti di un progetto.


Per finire non possiamo non accennare anche alle cosiddette forbici decorative, che servono a realizzare bordi e contorni sagomati, benchè in questo caso la qualità del taglio è un elemento che viene raramente preso in considerazione, surclassato dall'aspetto estetico, il solo fattore che ne condiziona la scelta:





Quasi tutte le aziende che producono materiali per scrapbooking hanno a catalogo uno o più modelli di forbici decorative, il loro costo è generalmente abbastanza contenuto (3-4 €) e la loro utilità opinabile...ma chi di noi è capace di resistere all'accativante effetto che sono in grado di produrre?! :-)
Unico accorgimento da adottare nella scelta è quello di optare per le forbici con le lame più lunghe, per evitare antiestetici "salti" nella decorazione.


Detto ciò, concluderei con una cosiderazione che è sempre valida per qualsiasi attrezzo: non basta sceglierlo di qualità ma occorre anche averne cura per prolungarne nel tempo l'efficienza. Nel caso delle forbici quindi ricordatevi di mantenere sempre le lame ben pulite ed affilate: togliete appena possibile eventuali residui di colla con una pezzuola imbevuta di alcool ed ogni tanto eseguite 4-5 tagli su della carta vetrata a grana fine...il risultato sarà come una seduta dall'arrotino!




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18/03/12

La card...porta cards

Uno dei doni più graditi ai ragazzini d'oggi, che hanno fatto del cellulare il loro compagno di vita, è senza dubbio la classica ricarica telefonica che serva a dare un po' d'ossigeno al loro sempre ansimante credito residuo...

Tra messenger, chat e virtual game (per le telefonate vere e proprie usano il telefono di casa!) sono infatti sempre in rosso e se per contattare i genitori possono usare il pay for me non possono fare altrettanto con i oro amici che versano in analoghe condizioni...


Tralasciando le implicazioni sul piano educativo resta il fatto che è consuetudine consolidata regalare ai ragazzi, per le più svariate occasioni(compleanno, Natale e Pasqua, Cresima o promozione...) una ricarica telefonica.
Riscattiamo allora la banalità di un simile dono grazie alla semplice idea di confezionamento che ci illustra questo video:





Le due taschine ottenute (per realizzare le quali possiamo anche utilizzare una busta riciclata) servono l'una a contenere la card di ricarica e l'altra un cartoncino d'accompagnamento al dono.
Ovviamente la struttura di questo biglietto d'auguri può essere sfruttata anche per confezionare altri tipi di cards, dal buono acquisto di un grande magazzino alla carta di credito prepagata, dipende tutto dall'età del festeggiato e...soprattutto dalle vostre finanze! ;-)


Ho un solo correttivo da suggerirvi a proposito di questa card: gli spessori biadesivi tridimensionali, che vengono qui impiegati per fissare il pannello decorativo che fa da fermo al risvolto, esistono anche in striscia e credo che sarebbe più pratico ed elegante utilizzare una striscia tagliata a misura invece che tanti pezzi sparsi un po' a caso come fa l'autrice del video.
Per il resto invece trovo ottima l'idea che ci consente di chiudere il biglietto senza doverci preoccupare di reperire o realizzare una busta coordinata...direi quindi che è un progetto che val la pena di provare a mettere in pratica!




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11/03/12

I problemi della taglia XL...

Tranquilli, non ho intenzione di parlarvi di moda o di fitness -non sono argomenti di mia competenza!- bensì di timbri, in particolare dei timbri di grandi dimensioni che richiedono degli accorgimenti particolari per essere utilizzati senza problemi.

Chi ha già avuto occasione di provare ad usare timbri di taglia XL (per intenderci quelli con dimensioni superiori ai 10 cm. di lato) sa quanto sia problematico riuscire ad ottenere una stampa uniforme da tutta la superficie del timbro: può capitare infatti che alcune parti del disegno non vengano impresse al meglio sulla carta.


Per i timbri in gomma unmounted e per i clear stamps,costituiti di materiale morbido, si possono usare come montatura gli appositi blocchi acrilici a superficie curva:





Dopo aver montato il timbro ed averlo inchiostrato basta appoggiarlo sulla carta e premere con un movimento oscillatorio avanti-indietro per ottenere una stampa perfetta:





Se però non disponiamo di tali blocchi o se il timbro è già montato su legno le cose si complicano...Ecco quindi che vi potrà tornare utile conoscere qualche piccolo trucco per ovviare all'inconveniente.


Un primo accorgimento consiste nello stamping al contrario, ovvero anzichè appoggiare sul tavolo il foglio di carta vi si può appoggiare il timbro a faccia in sù e, dopo averlo inchiostrato, vi si adagia sopra la carta premendo leggermente con le dita su tutta la superficie di stampa. Con questo sistema diventa però più difficile centrare esattamente la stampata e per di più, se si hanno incertezze durante il sollevamento del foglio, si rischia di provocare sbavature.


Un sistema più sicuro per ottenere stampe perfette dai timbri di grandi dimensioni consiste nell'appoggiare il foglio da timbrare sopra una guida telefonica perchè le sue pagine sottili e numerose costituiscono un piano di appoggio abbastanza solido da garantire un adeguato sostegno ma al tempo stesso abbastanza cedevole da adattarsi alla superficie del timbro contribuendo alla perfetta adesione su di esso del foglio di carta...
Piano, piano, non precipitatevi a complimentarvi per questa brillante idea...infatti non è farina del mio sacco ;-) ma di quello di Michelle Wedemeyer:





Da parte mia posso solo dire che ho provato a mettere in pratica il suo suggerimento e vi garantisco che funziona davvero! Unico inconveniente: è alquanto scomodo tenere un tomo così voluminoso a portata di mano sul piano di lavoro (non so il vostro ma il mio è già abbastanza ingombro di roba!).
Mi sono così industriata a cercare delle alternative ed ho scoperto che usando al posto della guida telefonica un tappetino morbido per mouse si ottiene lo stesso risultato...ed è anche un modo per riportare in auge qualche vecchio mouse-pad soppiantato dall'avvento della tecnologia ottica! ;-)




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03/03/12

Auguri papà!

Un'idea simpatica per la prossima festa del papà, per opporre al consumismo un prodotto handmade...

Eh sì perchè la festa del papà, come quella della mamma o dei nonni, è una di quelle ricorrenze nate in epoche relativamente recenti ed imposteci da una società dei consumi tesa più a favorire il commercio che lo scambio affettivo.
Tali celebrazioni dovrebbero rappresentare un riconoscimento simbolico di quanta importanza rivestono queste figure parentali nella nostra vita...Riprendiamoci allora il loro vero significato e dimostriamo tutto il nostro affetto regalando al babbo qualcosa di speciale creato apposta per lui con le nostre mani!


I video che vi propongo, partendo dalla stessa idea di base, realizzare una camicia con cravatta -entrambe di carta!- portano a due risultati diversi: nel primo caso si ottiene un biglietto di auguri:





Di questo progetto esistono in Rete versioni diverse, vi ho proposto quella che mi sembrava più semplice e chiara in modo da permettere a tutti di copiarla, anche ai bambini che dovrebbero essere i principali promotori di questa ricorrenza.


Nel secondo video l'idea della camicia è sfruttata in maniera più originale per personalizzare un sacchetto portadoni...e magari rendere meno banale la confezione del solito dopobarba ;-)





L'idea di regalare una camicia o una cravatta per la festa del papà non è sicuramente innovativa...ma sono certa che questi abiti di carta, soprattutto se realizzati grazie all'aiuto dei figli, saranno graditissimi a chi li riceverà!



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26/02/12

Pagine...di plastica!

Ma sì, per una volta dimentichiamoci la carta e realizziamo un album con un materiale per noi inconsueto, la plastica...il tutto all'insegna del riciclo.

La creazione di un album o di un mini album, da decorare e utilizzare nei più svariati modi, è un'attività nella quale qualsiasi papercrafter si trova prima o poi a mettersi alla prova.
Di solito però il materiale impiegato è la carta o un suo derivato...Che ne direste invece di provare a realizzare un album riutilizzando gli shoppers di plastica con cui di solito facciamo la spesa? E' una soluzione economica, ecologica, originale e anche carina! Ci servono solo, oltre ai sacchetti di plastica, un ferro da stiro e dei colori acrilici, state a vedere:





Facile, vero?
E guardate come l'autrice del video ha impiegato queste pagine plasticose per realizzare un mini album:





Naturalmente sono possibili altre interpretazioni e combinando insieme shoppers di colori diversi e tinte acriliche differenti immaginate quante varietà di pagine si possono ottenere!
Che ne dite, ci proviamo anche noi? ;-)




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19/02/12

I markers a base d'alcool

Hanno rivoluzionato il modo d'intendere la colorazione non pittorica e stanno prendendo il sopravvento su tutti gli altri metodi più tradizionali...direi che è giunto il momento di tenerli in considerazione!

Per una crafter di antica data come la sottoscritta, che ha avuto occasione di cimentarsi con le più svariate tecniche, è sempre stimolante testare un prodotto nuovo, valutarne le caratteristiche per capire se sono positive e se e come possono essere impiegate per agevolare il lavoro o completarlo al meglio.
E' anche vero però che la lunga esperienza sul campo porta ad essere talvolta eccessivamente critici e sicuramente alquanto disincantati di fronte all'offerta quasi quotidiana di nuovi miracolosi prodotti. Quando, qualche anno fa, mi è capitato di sentir parlare dei markers alcohol based devo infatti ammettere che sono rimasta alquanto scettica sulle loro possibilità di diffusione e d'impiego, erano molto costosi e...-in fondo sono solo pennarelli- mi dicevo.





Poi però, girando in Rete e osservando i lavori di altre crafters, leggendo i commenti che ne esaltavano le qualità, visionando qualche tutorials, mi sono a poco a poco ricreduta...forse non erano dei semplici pennarelli...Tuttavia non ero abbastanza convinta da optare per l'acquisto, trattenuta ancora dal loro notevole costo e dalla difficoltà di reperimento (erano venduti solo su Internet e in valuta estera, che è quasi sempre uno svantaggio per la nostra moneta!).
Ero intrigata comunque e mi dicevo che prima o poi avrei dovuto procurarmeli...non dico che non ci dormivo la notte con questo pensiero ;-) ma tutte le volte che mi capitava di trovarmi nell'indecisione su come colorare un determinato progetto, mi veniva spontaneo chiedermi come sarebbe stato il risultato se avessi usato i markers ad alcool...
Quindi, adesso che finalmente sono sbarcati in Italia gli Spectrum Noir di Crafter's Companion come potevo non provarli?! ;-) E posso ora raccontarvi le conclusioni che ho tratto dalla loro sperimentazione...


Innanzitutto devo riconoscere che la loro resa cromatica è notevole: le tinte sono vivide e corpose ma al tempo stesso semitrasparenti così che l'effetto è molto simile all'acquerello, rispetto al quale però il vantaggio è quello di una colorazione uniforme e senza macchie. Osservate l'immagine sottostante, dove gli Spectrum Noir sono stati messi a confronto con matite acquerellabili, pennarelli comuni ed acquerelli (click qui per ingrandire):





Questi markers si usano come se fossero normali pennarelli così che non è richiesta un'abilità particolare per adoperarli, potrebbe servirsene anche un bambino senza problemi (nemmeno per la salute perchè sono completamente atossici). Rappresentano insomma una specie di rivincita per tutti i papercrafters che, sentendosi negati per la pittura o il disegno, hanno preferito in passato limitare o addirittura negare ai loro progetti il sostegno pittorico.
Ciò però non v'induca a credere che abbiano potenzialità espressive ridotte...anzi, è vero il contrario: sono disponibili in una grande varietà di tonalità in gradazione e per di più i colori possono essere sovrapposti l'uno all'altro per ottenere una tinta diversa.
Addirittura se si ha l'accortezza di stendere il colore quando il precedente è ancora "fresco" si possono ottenere anche effetti di sfumatura, cosa impensabile con qualsiasi altro mezzo che non sia il pennello!





Dal punto di vista strutturale sono costituiti da un corpo a sezione quadrangolare, che ne facilita l'impugnatura e la presa, dotato di punte diverse alle estremità: da una parte una punta a scalpello, per la colorazione delle superfici estese, e dall'altra una punta tonda e sottile per la finitura dei dettagli.





Per finire non possiamo non fare qualche considerazione sul costo. gli Spectrum Noir sono venduti in confezioni da sei markers al costo di € 8,90...meno di 1,50 € al pezzo contro i quasi 4 € dei pennarelli Letraset e Copic, le marche che andavano per la maggiore prima dell'avvento degli Spectrum Noir. Tenendo presente che per avere una buona scelta di tonalità occorre acquistare almeno 24-30 markers, la differenza di prezzo si fa sentire.
Qualcuno potrebbe obiettarmi che la qualità delle penne carrozzate Copic o Letraset è migliore....beh, che dire? Non le ho mai provate quindi non posso esprimere un giudizio, tuttavia ho avuto modo di constatare che la qualità degli Spectrum Noir è notevole e tanto mi basta, e credo converrete con me che per un impiego amatoriale è fondamentale contenere gli sprechi e rivolgersi ai prodotti con il miglior rapporto qualità-prezzo. ;-)


E a questo proposito c'è un'altra riflessione da fare: girando in Rete potrete verificare che è sempre consigliata la costosissima carta da acquerello per l'impiego dei markers alcohol based perchè il loro inchiostro tende ad impregnare considerevolmente il supporto cartaceo...Ebbene vi confesso che io ho utilizzato con gli Spectrum Noir il comune cartocino da disegno (50 centesimi il foglio 50x70) e non ho avuto problemi.


In conclusione, non so se si è capito, ma sono rimasta entusiasta da questi markers di Crafter's Companion... ;-) però devo riconoscere che un grosso difetto ce l'hanno: se ci si prende gusto finiscono col dare dipendenza! Non sarà perchè sono a base alcoolica?! :-))



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13/02/12

Carte in ordine

C'è un vecchio luogo comune che associa la figura dell'artista a quella di una persona disordinata e confusionaria che riesce a tarre la miglior ispirazione in un ambiente caotico e disorganizzato...Ammettiamolo: qualche volta ci sarà sicuramente capitato di crogiolarci in questa immagine per giustificare il disordine che imperversava sul nostro piano di lavoro! ;-)

Non escludo che effettivamente fra di noi si celino dei veri artisti però credo che, per la maggior parte, possiamo considerarci persone normali ma dotate di buone dosi di fantasia e di manualità, che ci hanno spinto ad intraprendere un hobby creativo. E allora mettiamo a frutto la nostra inventiva anche per trovare delle soluzioni al perenne problema di come organizzare in modo funzionale tutti i materiali che, nel corso del tempo, abbiamo via via accumulato, così da rendere facile il loro reperimento e non doverci trovare nell'impossibilità di portare a termine un progetto perchè non ci ricordiamo dove abbiamo messo quella tal cosa...non negate: sarà sicuramente successo anche a voi! ;-)


Prendiamo ad esempio le carte, materiale d'elezione nella nostra attività di papercrafters e che finiamo per accatastare in grandi quantitativi (è assodato: se ne acquista sempre di più di quanta se ne usa!).
Tenerle in ordine, divise per tipo o per colore, ci faciliterà il lavoro, sia in termini di tempo che di concentrazione, perchè ci eviterà di farle passare tutte ad una ad una, alla ricerca di quella giusta per un determinato progetto.
Stabilito dunque che la riorganizzazione delle nostre risorse cartacee è indispensabile sorge il quesito di come realizzarla...


Girovagando su Internet vi sarà certamente accaduto d'imbattervi nelle immagini di qualche craft-room ostentata con fierezza dalla proprietaria: anche se l'arredamento può avere stili diversi queste stanze sono accomunate dalle grandi dimensioni e dalla preponderante presenza di scaffali e scaffali dove le carte sono esposte in ripiani a vista degni del miglior negozio di carteria:





Confessiamolo: ci prende istintivamente un moto d'invidia nell'osservare tanta opulenza perchè non è da tutti potersi permettere di sottrarre alla propria abitazione un locale così grande da dedicare agli hobbies e, anche avendone l'opportunità, sarebbe problematico riuscire a trovare l'arredamento adeguato in un mobilificio italiano!
Se però la disposizione delle carte in queste craft-rooms ci piace proprio, Internet ci viene in aiuto facendoci trovare i siti di vendita online delle aziende straniere specializzate nella realizzazione di contenitori di dimensioni limitate che potremo far entrare in qualsiasi ambiente domestico:





Ad essere sincera la sistemazione a vista delle carte in scaffali e carrelli non mi soddisfa molto perchè se è pur vero che è gradevole da guardare e che permette di trovare a colpo d'occhio ciò che ci serve è anche vero che occupa più spazio del necessario e non ripara le carte dalla polvere.
Al problema della polvere deve averci pensato anche chi ha realizzato questo contenitore:





Se avete un famigliare che si dedica alla falegnameria potreste fargli copiare il modello...semprechè abbiate abbastanza posto per esporlo sulla vostra scrivania! ;-)


Un altro tipo di risorsa per lo stoccaggio della carta sono i contenitori simili ai portariviste:





Anche in questo caso le carte non sono riparate e in più, se non sono pressate strettamente le une alle altre, tendono ad incurvarsi (osservate dove indicato dalla freccia).


Tutto sommato credo sia più praticabile la soluzione dei contenitori a soffietto, che occupano poco spazio ed essendo richiudibili, riparano le nostre carte dallo sgualcimento e dalla polvere:





Abbiate l'accortezza, se optate per questa soluzione, di scegliere contenitori non troppo grandi perchè, se è pur vero che sono più capienti, diventano anche molto pesanti una volta riempiti!
Io ne sto usando due, uno per le carte fantasia e l'altro per quelle in tinta unita...e sto ponderando l'acquisto di un terzo per tener separati i cartoncini, che sono più spessi e quindi più ingombranti.


Da notare che esistono anche degli articoli di stoccaggio che rappresentano una via di mezzo tra il ripiano a vista e il contenitore chiuso:





Teoricamente dovrebbero risolvere sia il problema dell'eccessivo ingombro di un vero e proprio scaffale, sia il problema della polvere...però a me non sembrano soluzioni molto pratiche: i contenitori singoli li possiamo piazzare dove più ci fa comodo mentre con questi siamo legati al carrello, inoltre nelle valigette di plastica o nei cassetti le carte restano impilate le une sopra le altre quindi per scegliere il foglio che ci serve dovremmo comunque farli passare tutti ad uno ad uno...sperando che la carta che cerchiamo non sia proprio l'ultima del gruppo! :-)


E per finire vogliamo parlare dei ritagli? Anche di essi una crafter oculata dovrebbe averne conservati un bel po'...Per loro è facile trovare una soluzione, anche riciclando articoli che non sono nati per il papercrafting, ad esempio si potrà utilizzare una di quelle cartellette a scomparti che di solito si usano per archiviare le bollette delle utenze domestiche:





Ce ne sono di varie misure, l'ideale è averne almeno due, una per i ritagli abbastanza grandi e l'altra per quelli più piccoli, perchè se si mettessero tutti insieme i più piccoli sarebbero difficili da vedere e da ripescare...e sarebbe un vero spreco, infatti si ottengono spesso gradevoli risultati realizzando layouts semplicemente accostando dei ritagli di carta!
Che dite, vi ho convinto dell'utilità di riorganizzare le vostre scorte di carta? ;-))



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05/02/12

Cuori a volontà!

Per celebrare l'imminente ricorrenza di San Valentino è consuetudine utilizzare nei propri progetti il consolidato simbolo del cuore, cerchiamo allora di adeguarci...ma con un pizzico di originalità!

Eh sì perchè realizzare un lavoro per la festa degli innamorati comporta generalmente il doversi conformare a dei modelli imposti dall'abitudine...o dalla pubblicità! Se dovessimo creare qualcosa di diverso, qualcosa che si allontani dagli schemi abituali, rischieremmo di non essere capiti o, peggio ancora, di essere fraintesi!


E dunque se la tradizione vuole il cuore, che cuore sia, però per quest'anno lasciamo perdere sagome fustellate, timbri, stickers o altri simili abbellimenti e proviamo a cimentarci nell'origami per realizzare inconsueti cuori tridimensionali, come quelli che vi propongo oggi.


Nel primo video-tutorial vediamo come ottenere piccoli cuoricini con la piegatura di una striscia di carta:





Di questo tutorial potrete trovare in Rete varie versioni, quasi tutte hanno come autrici delle ragazzine, vuoi perchè probabilmente hanno una maggior tendenza al romanticismo di noi adulti, :-) vuoi perchè effettivamente questi cuoricini sono estremamente semplici e poco impegnativi da realizzare, anche per mani inesperte.


Il secondo video ci illustra invece le tappe di esecuzione di un cuore dalla forma più tradizionale ma sempre con effetto 3D:





Nel terzo video infine troviamo le spiegazioni per la costruzione di un modello un po' più complicato che è in pratica l'evoluzione del cuore precedente:





Trovo molto carina un'idea di utilizzo che ci suggerisce l'autrice del primo video, quella di riempire con i cuoricini tridimensionali un vasetto di vetro, del tipo di quelli usati per la marmellata: rappresenta un "dolce" pensiero per la festa di San Valentino ma potrà tornarci utile in tutte le occasioni in cui vorremo esprimere affetto ad una persona cara.
Se invece è una card che desideriamo realizzare, sono sicuramente più indicati gli altri due modelli di cuore...le istruzioni ora non ci mancano, sta a noi metterle a frutto! ;-)



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