26/02/17

Dipingere...con l'acqua!

WATER PAINTING
Che l'acqua sia uno dei più comuni medium di pittura è risaputo: tempere, acquerelli, inchiostri, acrilici...sono molti i colori idrosolubili che, pur traducendosi in tecniche dagli effetti molto diversi tra loro, sono accomunati dal fatto di essere utilizzati con l'aiuto della semplice acqua del rubinetto! Ma che l'acqua potesse costituire un metodo a sè per disegnare e dipingere, l'avreste mai immaginato?

Eppure è fattibile, basta utilizzare gli strumenti adatti ed avere il coraggio di osare...si potranno così ottenere risultati talvolta inaspettati ma sempre interessanti, se non addirittura capolavori come questo:



Ed ecco come è stato realizzato:



Uno schizzo a matita, una passata con il pennello dotato di serbatoio e poi alcune gocce d'inchiostro...e il dipinto prende forma quasi per magia!

Certo non tutti siamo abbastanza abili da eseguire ritratti a mano libera, ma potremmo provare con qualcosa di più semplice e magari utilizzare inchiostri di colore diverso:



C'è da riconoscere che i risultati di questo tipo di pittura non sono facilmente pronosticabili...quindi, come abbiamo visto nel video, sarà utile tenere a portata di mano un pezzetto di Scottex per rimediare ad eventuali esuberi di colore! ;-)

E se ci sembra difficile riuscire a disegnare con un pennello bagnato, resteremo probabilmente sbalorditi di fronte ad un lavoro creato con la punta di un contagocce e colorato con la penna stilografica:



Strabiliante, vero?! Qualcuno potrebbe obiettarmi che i dipinti così ottenuti sono poco dettagliati e con i contorni indefiniti...ma è prorio questo il loro fascino! Quindi, perchè no, io ci voglio provare! ;-)
...E voi?



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19/02/17

Una card a passo di danza

TWIST POP CARD
Ma chi l'ha detto che le pop up cards sono passate di moda?!
É vero che, dopo il periodo di massimo splendore goduto qualche anno fa, sono state un po' trascurate in favore di altri modelli strutturalmente meno elaborati, che privilegiano la ricchezza e la ricercatezza delle decorazioni a scapito dell'effetto dinamico, tuttavia un biglietto d'auguri che aprendosi svela un inaspettato movimento esercita ancora un certo fascino, soprattutto sulle nuove leve del card making, probabilmente a digiuno di tecniche più raffinate...

Ricordo ancora infatti la stupita meraviglia con la quale venne accolto il corso Pop Up Fioriti che tenni nel 2013 presso Think Pastel:



Era il tempo in cui mi si chiedeva ancora di classificare i corsi in base al livello di difficoltà: base, medio ed avanzato. Questo progetto fu definito di livello base...ma solo perchè il livello elementarfacilissimo non era previsto! :-)

Oggi l'essenzialità di queste cards può far sorridere chi è abituato a strutture più complesse ma sono quasi sicura che un neofita del card making possa ancor trovare soddisfazione nel dedicarsi a siffatti progetti...ne dubitate?
Allora spiegatemi come mai sta impazzando sul Web l'ultima nata nella famiglia delle cards ad espansione, la twist pop card!



Si tratta, come esplicita il suo nome, di una card che unisce al tipico movimento esplosivo delle pop up card, un effetto di torsione del pannello centrale...proprio come il passo di twist dell'omonimo ballo! :-)
La card vista qui sopra è solo una delle tante versioni trovate in Rete, scelta fra tutte perchè decorata in maniera originale e con un tema, quello delle stelle, che mi è particolarmente caro. ;-)

Ma d'interpretazioni se ne trovano per tutti i gusti, guardate ad esempio quest'altra:



Non pare anche a voi che sembri fatta apposta per celebrare la Primavera? Potremmo tenerla presente per realizzare gli auguri per la prossima Pasqua...Sì, sì, è vero che mancano ancora 2 mesi, ma è sempre meglio pensarci per tempo! :-)

Se invece ci servisse qualcosa di più elegante, potremmo fare un giro sul sito dove ho trovato quest'ultima (basta seguire il link sull'immagine!):



Vedrete che ce n'è un'intera serie: tanti biglietti, diversi come aspetto, ma accomunati dalla medesima struttura della twist pop card...vogliamo dunque scoprire come si realizza il suo meccanismo di movimento? E' presto fatto:



Nel video ci sono, come abbiamo visto, anche le misure in centimetri, che ci aiuteranno a creare la struttura di base...il resto, decorazioni e finitura, sarà solo compito nostro! ;-)



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12/02/17

Di carta o di stoffa?

FIOCCHI DECORATIVI
Probabilmente siamo tutti d'accordo sul fatto che i fiocchi risultino essere molto decorativi se applicati in posizione strategica sui nostri lavori! Tuttalpiù potremmo disquisire se ad un'opera in papercraft sia meglio associare un fronzolo realizzato con un tradizionale nastro annodato anzichè che un più coerente fiocco in materiale cartaceo...Ma credo che ne potremmo discuterne per ore senza arrivare ad una conclusione definitiva e da tutti condivisa...

Quindi perché perder tempo in chiacchiere? Piuttosto, se i fiocchi ci piacciono, cerchiamo di apprendere sempre nuovi metodi per realizzarli!
Anche perché la scelta tra un tipo e l'altro dipende soprattutto dal contesto e dall'interazione visiva con gli altri elementi del lavoro.



Se sarà la stoffa ad ispirarci, procederemo ad annodarla nel solito modo che tutti conosciamo:



Però, se è un'operazione così facile, c'è da chiedersi come mai abbiano successo gli attrezzi studiati ad hoc dalle aziende di crafting, che costantemente ci vengono presentati come indispensabili...Forse per creare qualcosa di più elaborato? Un fiocco come questo, ad esempio?



Tranquilli, allora, perché non avremo bisogno di nessun nuovo aggeggio: lo splendido fiocco qui sopra é stato infatti realizzato da Tammy Tutterow con un template in cartoncino ritagliato da lei...non abbiamo che da recarci sul suo sito per copiarlo!

E se preferiamo una coccarda ancor più ricca, possiamo tener presente questa:



Seguendo il link sulla foto ci si accorge che anch'essa si compone con l'ausilio di tre pezzi di cartone riciclato! ;-)

I fiocchetti più piccoli invece (e probabilmente ve l'avevo già segnalato in precedenza, sebbene non ricordi quando e dove n_n ) si possono realizzare con l'aiuto di una comune forchetta:



Ma se è la carta il nostro materiale d'elezione, e non vogliamo rinunciarvi nemmeno per i fiocchi, le alternative non mancano: possiamo affidarci ad una delle numerose fustelle in commercio oppure, restando fedeli al principio del fai-da-te, ricorrere all'antica e collaudata tecnica dell'origami...Che ne dite di questo grazioso risultato?



Ha sicuramente dalla sua la facilità di realizzazione! Se però non ci fa difetto la pazienza, possiamo creare un fiocco più completo, corredato di gale:



E cliccando sull'immagine troveremo tutti i passaggi per realizzarlo!


In conclusione: senza spendere niente più di ciò che serve all'acquisto dei materiali, stoffa o carta che siano, potremo completare i nostri lavori con invidiabili fiocchi decorativi che, rispetto a quelli ottenuti con prodotti commerciali, hanno il valore aggiunto che solo ciò che è interamente fatto a mano possiede! ;-)



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05/02/17

Un'amore di tag!

TAGS PER S.VALENTINO
C'è chi, per festeggiare la scadenza del 14 Febbraio, si concede con il proprio compagno/compagna un viaggetto romantico, chi una cena a lume di candela, chi invece, più pragmatico, punta su gioielli o dispendiosi gadgets tecnologici e chi si accontenta di fiori e cioccolatini...Ma il dato di fatto è che ben pochi si sottraggono al consumistico impegno con la ricorrenza di San Valentino, quindi che possiamo fare noi crafters se non adeguarci alla zuccherosa celebrazione?! Ma se il male comune è inevitabile, facciamo che almeno il rimedio sia originale e propositivo...

...E soprattutto handmade, com'è nostra abitudine! ;-)
Quest'anno ho pensato di puntare su una tag, quel piccolo rettangolino di carta che si presta a fungere da biglietto d'auguri, da chiudipacco, da segnalibro...insomma è piuttosto versatile e si adatterà perfettamente ad accompagnare qualsiasi programma abbiamo in mente per la festa degli innamorati!



Stiamo attenti però a non fare confusione: piccolo non vuol dire misero, benchè le tags siano solitamente di dimensioni contenute, possono infatti essere altrettanto - se non di più - ricche ed elaborate di qualsiasi card. ;-)


Troppo complicate da realizzare? Allora possiamo limitarci a qualcosa di più facile, puntando sulla decorazione con i cuoricini che, benchè poco originali, trasmettono un inequivocabile messaggio:



Eccone un'altra dove, anzichè essere semplicemente incollati, i cuoricini sono fustellati direttamente sulla tag:



Della stessa serie fanno parte anche queste due tags, elementari da realizzare anche per chi non è abilissimo con ago e filo:


Chi invece conosce i rudimenti del ricamo, potrà osare un abbinamento insolito come carta e filato, lavorando a punto croce:



Richiedono invece più dimestichezza con il cucito le prossime tags, realizzate interamente in stoffa...se però non ci sentiamo pronti ad affrontarle, abbiamo la giustificazione che non si tratta propriamente di lavori di papercraft! ;-)



D'altra parte le tags, quelle tradizionali in materiale cartaceo, sono così numerose che, anche per San Valentino, abbiamo solo l'imbarazzo della scelta, guardate ad esempio quella qui sotto...notevole, vero?!



Se preferiamo qualcosa di meno appariscente ma comunque abbastanza particolareggiato, potremmo tener presente una di queste:


Se però siamo convinti che, per la festa degli innamorati, ai cuori rossi non si possa rinunciare, apprezzeremo particolarmente queste due tags:


Sempre protagonisti i cuori, ma in stile vagamente shabby, nelle tags qui sotto:


Se ci sono congeniali le tecniche mixed media non possiamo sicuramente ignorare le interpretazioni di Tammy Tutterow e Dina Wakley che in questo genere sono autentiche esperte:


Certo tutte le tags viste sino ad ora sono interessanti...ma se volessimo qualcosa di più originale? Potremmo allora puntare su colori insoliti, come nella tag qui sotto a sinistra, oppure optare per la versione in miniatura di un layout scrapbooking, come nella tag a destra:


Ci sono però altre tecniche da chiamare in causa...ad esempio se non ci siamo mai cimentati nel quilling, questa potrebbe essere l'occasione di provarci:



E se invece siamo più portati per il clean&simple, ci piaceranno senza dubbio le prossime tags, eleganti e minimaliste:



Concludendo, non si può negare che i modelli di tags a tema San Valentino siano davvero numerosi e, come al solito, cliccando su ciascuna immagine sarete indirizzati al sito d'origine del lavoro...a parte per la prima tag che, essendo opera mia, si è accaparrata la pole position! ;-)
Inutile quindi accampare scuse: consumismo o no, anche quest'anno dovremo impegnarci al meglio per non deludere chi si aspetta il nostro pensierino amorevole per il prossimo 14 Febbraio!


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29/01/17

Panico da foglio bianco?

RIEMPIRE UN JOURNAL
Ebbene sì, lo riconosco: non sono stata di parola! Dopo essermi dilungata sulla materia per tre settimane di fila, avevo promesso di non tornare più sul junk journal...ed ecco invece che oggi sono qui per affrontare, è vero, un altro argomento, ma che ad esso è strettamente correlato!
Prima di accusarmi di scarsa coerenza vi chiedo però di lasciarmi spiegare il motivo che mi ha indotto a ritornare sui miei passi, nonostante il disappunto di quelli che all'art journal sono poco interessati...

Sebbene, a giudicare dai commenti che ho ricevuto, gli utenti della Guida immuni al fascino del diario personalizzato, siano rimasti davvero pochini...
Del resto è comprensibile: se siamo abbastanza egocentrici da spendere tempo, denaro ed energie in attività che noi definiamo artistiche e gli altri futili, come possiamo resistere alla tentazione di immortalare noi stessi ed il nostro lavoro per futura memoria?! ;-)



Infatti chi mi ha scritto in relazione agli ultimi articoli della Guida, ha mostrato in linea teorica interesse per l'argomento confessando però l'incapacità a concretizzare in pratica il suo coinvolgimento.
Mi è stato anche fatto notare che i journals presentati la scorsa settimana a titolo d'ispirazione erano sì gradevoli...ma le pagine erano completamente vuote, quindi improponibili come idee per i contenuti! Sarebbe apprezzabile insomma anche qualche dritta sul come riempirle...



Non sia mai che, una volta lanciato il sasso, io ritiri la mano! ;-)
E così, tanto per farvi un esempio, vi faccio vedere il video di un progetto realizzato durante un corso da Think Pastel: data la struttura, che prevedeva elementi eterogenei per lo più riciclati da articoli da ufficio, si sarebbe potuto definire come un junk journal...se non fosse per il fatto che, dovendo distribuire kits tutti uguali alle diverse partecipanti, i materiali erano nuovi e non recuperati dalla spazzatura! ;-)



Ma questo è solo un suggerimento, perchè per vincere il panico da foglio bianco (ma sarebbe meglio dire l'ansia da pagina intonsa) ed iniziare a riempire il nostro journal, sia esso un junk journal, un art journal o un travel journal, dobbiamo aver ben chiaro un concetto: si tratta di un diario nel quale raccontare noi stessi, le nostre esperienze e le nostre sensazioni...insomma, contrariamente a quanto ci succedeva a scuola, quando era l'insegnante che ci forniva l'argomento del componimento in classe ed eravamo tenuti a rispettarlo, in un journal non abbiamo limiti di sorta, possiamo esprimere tutto ciò che vogliamo senza il rischio di andare fuori tema!



Se siamo prevalentemente orientati ad esprimerci attraverso le immagini (disegnate, dipinte o incollate non ha rilevanza) potremo realizzare un art journal accompagnato da brevi porzioni di testo, che potranno essere nostri pensieri, citazioni di libri, proverbi, canzoni...



Se ci piace viaggiare potremmo raccogliere nel journal mappe, notizie, curiosità di un paese che sognamo da tempo di raggiungere oppure i ricordi riportati dai posti che abbiamo già visitato, riempiendolo di fotografie...



Se non disdegnamo di annoverare, tra le nostre fonti di piacevoli esperienze, la buona cucina, potremo inserire tra le pagine del journal il resoconto di un'uscita al ristorante oppure la descrizione di una ricetta che ci ha particolarmente soddisfatto:



Gli argomenti che possiamo trattare, attingendo alla nostra vita quotidiana, sono davvero molteplici: la recensione di un libro che abbiamo letto, la trama di un film che ci ha emozionato, la descrizione dell'abito che abbiamo intenzione d'indossare per una particolare occasione, un fatto di cronaca che ci ha colpito, l'elenco delle cose che ci fanno felici e di quelle che detestiamo o che ci fanno arrabbiare...persino una banalissima lista della spesa può entrare di merito nel journal perchè è parte della nostra vita!
Ricordiamocene, prima di affermare non so come riempire il mio journal! ;-)



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22/01/17

Poveri ma belli

JUNK JOURNAL - LA DECORAZIONE
Eccoci arrivati al terzo appuntamento con il junk journal! Dopo aver elencato i MATERIALI che possono concorrere alla sua realizzazione e i sistemi di RILEGATURA più adatti a tenerne legate le pagine, oggi passiamo alla fase più divertente di tutto il lavoro, quella del completamento decorativo, esaminando insieme alcune delle idee più interessanti che la Rete ci offre per ispirarci...

Se già abbiamo avuto modo di cimentarci nell'art journal, la conoscenza delle tecniche mixed media incontrate nell'apposita sezione ad esso dedicata, potrebbe esserci utile ad intraprenderne la decorazione nel nostro junk journal, che in fondo altro non è che una versione riciclosa dell'art journal!



Ma anche se non abbiamo mai decorato un journal, non c'è da preoccuparsi, non dimendichiamoci infatti che si tratta pur sempre di un diario personale, dove ciascuno di noi potrà esprimersi con la forma e le tecniche che gli sono propri, senza preoccuparsi di restare fedele ad un modello imposto che non rispecchia il suo stile!
E ciò è tanto più vero per il junk journal che, formandosi dalla raccolta di elementi disomogenei, si presta ottimamente anche alla sperimentazione...che ne dite, ad esempio di scoprire nuovi coloranti frugando tra gli scarti di cucina?!



Le pagine del journal che abbiamo appena visto hanno infatti tutta l'aria di essere state invecchiate con la tecnica del the o del caffè (ne avevamo già parlato in un precedente articolo) che sfrutta le proprietà pigmentanti di questi alimenti: immergendovi la carta, essa assume infatti una delicata patina ad effetto vintage, accentuata poi, asciugando, dall'increspatura che ne arriccia i margini.



Analogo risultato lo potremo ottenere con altri alimenti che rilasciano pigmenti nell'acqua, ad esempio alcune verdure come zucca, spinaci, carote...pensiamoci, d'ora in poi, prima di buttare l'acqua della bollitura! ;-)

Un altro junk jurnal che desidero mostrarvi, perchè mi offre la possibilità di alcune notazioni interessanti, è quello presentato nel video seguente, dove potremo apprezzarne tutte le fasi di realizzazione, che partono con il recupero della copertina di un vecchio libro e terminano con la cucitura, sul suo dorsino, delle pagine variamente ottenute:



La prima osservazione è un invito a non dare per scontato che nei filmati appena caricati siano presentate metodiche nuove...osservate il rivestimento di copertina del mini album qui sotto: l'ho realizzato con carta velina stropicciata, colla vinilica e una spruzzata di Perfect Pearls dorato, quindi una tecnica molto simile a quella illustrata nel video...



C'è da dire però -e chissà se qualcuno fra voi se ne ricorda!- che questo progetto era già presente nella galleria di esempi portata da Think Pastel all'Hobby Show Milano nel 2012 (quando era ancora una fiera che valeva la pena di visitare!) ovvero ben cinque anni fa...
Dunque, in questo video pubblicato di recente, abbiamo visto una tecnica piuttosto datata...insomma una tecnica riciclata, in sintonia con lo spirito del junk journal! :-)

Un'altro doveroso appunto riguarda l'importanza che attribuiamo ai nostri attrezzi, al punto da ritenerne alcuni indispensabili...mentre invece il più delle volte non lo sono!
Prendete lo stonda-angoli: io per prima lo reputo irrinunciabile, eppure il video ci ha dimostrato che basta ingegnarsi con un flaconcino ed un paio di forbici per ottenere lo stesso risultato!



Ed infine una considerazione a proposito degli errori che, immancabilmente, capita a tutti di commettere: rispondendo sinceramente, ditemi se, come è successo alla ragazza nel video, vi foste accorti solo alla fine di aver cucito un gruppo di pagine capovolte, vi sareste presi la briga di disfare e rifare l'operazione? Per quanto mi riguarda credo proprio di no, detesto ripetere uno stesso lavoro più volte, e probabilmente avrei cercato di rimediare in qualche altro modo! ;-) Si sarebbe potuto, ad esempio, chiudere la busta nella parte inferiore e tagliarla in alto o di lato...oppure eliminarla del tutto!

Tanto più che, volendo riciclare una busta, abbiamo altre possibilità:



Anche per quanto concerne la copertina, i suggerimenti alternativi non mancano...che ve ne pare di questa ad effetto simil-pelle, realizzata alterando delle buste da ufficio con Distress e colla vinilica?



Se invece ci solletica l'idea di mischiare materiali insoliti, potremmo prendere in considerazione una copertina in stoffa:



E, per concludere con coerenza, ecco un'altra proposta a tema ricicloso: creare coloratissime tags da inserire nel journal (e non solo!) utilizzando le striscioline di carta avanzate da precedenti lavori!



Basta così, lo giuro! Del resto se dopo tre settimane non sono riuscita a contagiarvi con il virus del junk journal, significa che siete proprio immuni e l'epidemia vi risparmierà! ;-)



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15/01/17

Legami...alternativi!

JUNK JOURNAL - LA RILEGATURA
La scorsa settimana vi ho presentato il junk journal, elencandovi i materiali che si possono usare per realizzarlo, con la speranza che sarebbe diventato anche per voi il sistema creativo d'interpretare le norme per la raccolta differenziata dei rifiuti... Sono riuscita ad interessarvi? Allora, dopo aver chiarito il COSA è possibile riciclare, approfondiamo insieme il COME farlo, ovvero qual'è il sistema migliore per trasformare la spazzatura in arte! ;-)

Il primo dubbio che di solito ci assale dopo aver raccolto (o è meglio dire accumulato?!) il materiale adatto è come tenerlo insieme nel journal.
Chi dispone di una macchina rilegatrice probabilmente avrà già deciso di spiralare le pagine, perchè è il sistema più pratico e veloce...però attenzione: se vogliamo restare fedeli al principio del riciclo anche le spirali dovranno essere recuperate! Non sarà un problema per chi ha avuto l'accortezza di conservarle, come vi suggerivo in un precedente articolo della Guida... ;-)



Un altro metodo per legare insieme le pagine potrebbe essere quello d'incernierarle con gli appositi anelli da rilegatura apri-e-chiudi: sono economici e semplicissimi da applicare, però il risultato è meno pratico, soprattutto con pagine di dimensioni e spessore variabili come sono quelle provenienti dal riciclo di materiali diversi.



Sicuramente molto usata nella realizzazione dei junk journals, è poi la rilegatura che prevede la cucitura delle pagine tra loro: è un'operazione più laboriosa delle altre ma è attuabile con attrezzi che tutti abbiamo in casa, come ago e filo, inoltre garantisce una buona tenuta nel tempo ed è esteticamente gradevole, sia quando è a vista, come in questo caso:



...Ma anche quando è sostenuta da un dorsino, che è il caso più comune:



Che ne dite, ci vogliamo provare? Ecco allora un video che ne illustra brevemente gli elementari passaggi...abbordabili anche da chi non è esperto nei lavori di cucito! ;-)



Non è un metodo particolarmente complicato, richiede solo un po' più di pazienza, tuttavia se non disponiamo della Bind-It-All e se gli anelli apri-e-chiudi non ci attirano, questa potrebbe essere una soluzione alternativa...a meno che non si decida di bypassare il problema della rilegatura utilizzando per il nostro junk journal un quaderno riciclato sul quale incollare gli altri materiali:



Il quaderno è solo un esempio, per creare il junk journal potremo infatti recuperare una vecchia agenda o un libro che siamo certi di non voler più rileggere. In tal caso teniamo presente che sarà necessario sfoltire un po' il numero di pagine, per diminuire lo spessore e lasciare posto alle eventuali decorazioni, soprattutto se saranno tridimensionali:



Ecco fatto, una volta scelta la rilegatura che più ci soddisfa, non abbiamo altro da fare se non assemblare le pagine del nostro junk journal e decorarlo a piacere...
E se siamo a corto d'ispirazione, ci pensa come al solito Santa Madre Rete a soccorrerci: diamoci appuntamento per la prossima settimana per esaminare insieme le idee più interessanti da copiare...ops, volevo dire da reinterpretare! ;-)



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08/01/17

Spazzatura...creativa!

JUNK JOURNAL - I MATERIALI
Passate le feste più impegnative dell'anno, si ricomincia con la consueta routine quotidiana, galvanizzati da una marcia in più: i buoni propositi che tutti immancabilmente formuliamo all'arrivo del nuovo anno. C'è chi, dopo le abbuffate natalizie ha stabilito di mettersi a dieta, c'è chi si è ripromesso di riordinare le bollette e i conti di casa, ammucchiati disordinatamente in un cassetto, c'è chi ha deciso di collaborare con un'associazione di volontariato, dedicando più tempo agli altri...

E noi, spiriti creativi, che impegni abbiamo programmato per il 2017?
Se ancora non ci avete pensato, che ne direste d'iniziare un nuovo e particolarissimo art journal completamente ricicloso? Il momento è propizio: quale miglior punto di partenza del primo mese dell'anno?!



Ma c'è anche un motivo in più: il junk journal, perchè questa è l'idea, è un diario creativo realizzato utilizzando le tecniche mixed media, proprie dell'art journal, ma applicandole a pagine ottenute dal recupero di materiali altrimenti destinati all'immondizia...e, ditemi voi, non è forse questo il periodo dell'anno in cui più facilmente si accumulano rifiuti, inevitabili residui del Natale?!



Un junk journal, per potersi definire tale, deve infatti essere costituito esclusivamente da materiali riciclati: il termine inglese junk significa appunto rifiuto, rottame, avanzo...
Se pensiamo a quanta spazzatura si produce quotidianamente in una casa, possiamo quasi dire che il junk journal, in pratica, si fabbrica da solo!
Proviamo a stilare un elenco...

CARTA
E' sicuramente il materiale che reperiremo in maggior quantità e quello che sfrutteremo sicuramente di più perchè si può ritagliare, piegare, colorare distressare...e potremo recuperarlo da:
- Volantini, cataloghi e brochures pubblicitari
- Pagine di libri, riviste, giornali
- Buste per lettera e cartoline illustrate
- Sacchetti del pane e di cartoleria
- Pagine di agende e calendari
- Shopper commerciali
- Spartiti musicali
- Fogli di carta da regalo e/o da pacco
- Vecchie fatture e bollette
- Centrini e pirottini per dolci
- Campionari di carta da tappezzeria
Tutti questi elementi potranno costituire la struttura portante del junk journal, ovvero le pagine. Osservate come sono stati utilizzati alcuni di tali oggetti nel video seguente:



Immagino che abbiate riconosciuto anche voi, tra le pagine, alcuni elementi provenienti dalle confezioni di materiali per scrapbooking! :-)

Sempre fatti di carta, ci sono poi tanti oggetti di piccolo formato come:
- Bustine di the e tisane
- Talloncini dei capi d'abbigliamento
- Biglietti di aereo, treno ed autobus
- Carte da gioco e biglietti da visita
- Biglietti di cinema, teatro, stadio
- Francobolli, scontrini, gratta e vinci...
Essi hanno dimensioni troppo ridotte per essere impiegati come pagine...ma, come abbiamo visto nel video, possono diventare degli originali elementi decorativi!



CARTONE E CARTONCINO
Questo gruppo comprende materiali cartacei di spessore medio-alto come:
- Scatole da imballaggio in cartone polionda
- Confezioni alimentari di pasta, cereali, biscotti...
- Confezioni di cosmetici e profumi
- Copertine di libri, quaderni, agende
- Scatole di camicie e pigiami
Potremo utilizzare questi materiali più robusti per realizzare le copertine del nostro junk journal.



STOFFA E PIZZO
E' strano che nessuno abbia ancora pensato di dedicare a questi materiali un apposito contenitore per la raccolta differenziata! Esistono, è vero, i cassonetti per la raccolta degli abiti dismessi ma ci sono un'infinità di altri oggetti in stoffa che, se non riciclati, finiscono nella spazzatura generica:
- Ritagli di stoffa avanzata da lavori di sartoria
- Tulle e pizzo delle confezioni di confetti per bomboniere
- Nastri dei pacchetti regalo
- Tovaglioli scompagnati (le tovaglie si usurano sempre per prime!)
Sono tutti elementi che si possono riutilizzare come decorazioni, osservate ad esempio come sono stati sfruttati alcuni materiali di questo tipo per realizzare un quadretto...e immaginate di farlo diventare una pagina del vostro junk journal!



ALTRI MATERIALI
Questo insieme, piuttosto eterogeneo, comprende:
- Sacchetti e buste in plastica, che si possono usare come pagine-contenitore
- Acetato da imballaggio (come quello delle fustelle!) che può essere impiegato come inserto trasparente
- Caps metallici di bottiglie da bibita, che possono essere appiattiti con la Big Shot, trasformandosi in medaglioni decorativi
- Clips, spille da balia, forcine e mollette per capelli, spilli da sarta, chiodi...tutti oggetti che, quando si deformano o arrugginiscono, vengono buttati via ed invece possono diventare elementi di ancoraggio o decorazione in un journal dallo stile vintage!
- Blister di confezionamento di prodotti cosmetici o sanitari come ciprie, rossetti, sticks emostatici, ombretti, cerotti...se reincollati su cartoncino, possono trasformarsi in shower boxes per memorabilia ad alto spessore. ;-)
- Elastici e fascette per capelli, spago, stringhe e lacci di scarpa: tutti adatti a legare tags o, i più lunghi, a tener chiuso il journal.
- Bottoni, ciondoli, sassolini, conchiglie, chiavi, moschettoni, catenine, piume, fibbie...e tanti altri piccoli oggetti che arricchiscono il journal, conferendogli un tocco di autentico vissuto.



Che mi dite adesso, vi attira la realizzazione di un junk journal? Allora tornate a trovarmi ed esamineremo insieme le idee più interessanti per trasformare la nostra spazzatura in creatività allo stato pratico! ;-)



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