01/07/12

La prova del bottone

Come si attacca un bottone?...No, non intendo in senso figurato per alludere all'atteggiamento di quelle persone estroverse e un po' invadenti che ci coinvolgono nostro malgrado in un interminabile conversazione.

Intendo invece riferirmi ad un oggetto reale con cui abbiamo a che fare nella vita di tutti i giorni, quel tondino di plastica variamente colorata con due o quattro buchi al centro...l'avete presente?
Certo che sì!
Magari ne avrete già sperimentato l'uso a scopo decorativo...e avrete probabilmente constatato che farlo restare attaccato alla carta non è così facile come cucirlo sulla stoffa!

Prima di tutto occorre notare che di bottoni, quelli per abbigliamento, ne esistono in tanti materiali e di forme diverse, spesso elaborate sia sul diritto che sul rovescio, e non tutti si prestano ad essere utilizzati nel papercraft.
Per fortuna da qualche anno vengono prodotti anche bottoni specifici per scrapbooking e cardmaking studiati proprio per facilitare la decorazione della carta: essi sono infatti realizzati in materiale plastico più leggero, hanno spessore più sottile rispetto ai bottoni comuni e sono perfettamenti lisci e pianeggianti sul retro per facilitare le operazioni di ancoraggio.



Ma come si fissa un bottone sulla carta?
Naturalmente nulla vieta di cucirlo come si farebbe su un tessuto però dovremo poi preoccuparci di nascondere sul rovescio del foglio l'antiestetico passaggio del filo. E' un problema di poco conto se abbiamo realizzato una pagina di scrapbooking che è destinata ad essere conservata in un album, dove sarà visibile solo anteriormente, ma pensate ad un biglietto d'auguri che deve essere aperto e che sarà osservato e maneggiato da tutte le parti! In questo caso sarà necessario non solo incollare il bottone ma anche fare in modo che l'adesione alla carta sia tenace e durevole nel tempo.

Ho sperimentato personalmente vari metodi per tenere attaccati i bottoni alla carta e alla fine sono arrivata a preferirne due, che uso alternativamente a seconda delle necessità.

Il primo metodo, quello a cui ricorro più spesso perchè è il più veloce da mettere in pratica, si serve del biadesivo sottile ed è adatto a fissare sulla carta tutti i tipi di bottoni da scrapbooking, che sono perfettamente lisci sul retro.
All'inizio usavo il biadesivo in rotolo, tagliandolo nella misura del bottone, poi ho scoperto la grande comodità della colla Glue Dots:



Si tratta di un biadesivo realizzato in forma di tondini che vanno dai 3 ai 10 mm. di diametro: la misura più grande sembra fatta apposta per questo scopo...e probabilmente lo è anche nelle intenzioni del produttore. ;-)

I bottoni incollati con il biadesivo si presentano benissimo, sembrano appena appoggiati alla carta, eppure vi deriscono tenacemente, guardate questa card, dove il bottone più in alto a destra è incollato con un tondino di Glue Dots Memory Book da 10 mm.:



L'altro bottone invece è incollato con il secondo metodo a cui accennavo prima, quello al quale ricorro tutte le volte che la superficie posteriore del bottone non è completamente pianeggiante, come in questo caso dove ho fatto passare nei buchini e poi annodato sul davanti del filo da ricamo colorato. In queste circostanze è meglio utilizzare un adesivo fluido che vada a compensare i dislivelli tra bottone e carta, è un sistema meno rapido perchè occorre aspettare che la colla asciughi, ma è davvero efficace.
In commercio troverete colle idonee di varie marche, io qui ho usato la Glossy Accents della linea Inkssentials di Ranger:



E' una colla semiliquida e lattiginosa che asciugando assume una trasparenza cristallina ed esercita un potere adesivo notevole, adattissimo a trattenere in posizione decorazioni pesanti o ad alto spessore come sono appunto i bottoni. Oltre a ciò ha molte altre qualità sfruttabili a scopo decorativo...magari ne torneremo a parlare in un prossimo articolo. ;-)

Per concludere invece l'argomento odierno vorrei solo ricordarvi che nel papercraft, come in tutte le attività creative, non esistono regole fisse e sistemi adattabili a tutte le occasioni, talvolta è necessario ricorrere a dei compromessi...
Osservate ad esempio questa pagina di un album chipboard ad anelli:



Mi piaceva l'idea di decorarla con i bottoni applicati sul nastro ma, trattandosi di un album di fotografie che sapevo sarebbe stato sfogliato ripetutamente e passato di mano in mano, temevo che il biadesivo non aderisse abbastanza tenacemente al nastro di stoffa e, d'altra parte, cucire i bottoni sulla pagina in cartone compresso non era fattibile...Che fare?
Il compromesso è stato quello di cucire prima i bottoni sul nastro e poi di incollare successivamente quest'ultimo alla pagina con il Glossy Accents, che funziona ottimamente anche sulla stoffa.
Il risultato è qui da vedere: l'album gira da un paio d'anni tra le mani di parenti ed amici e i bottoni sono sempre al loro posto!



Dalle mie parti è in uso una colorita espressione dialettale per definire una persona che non ha abilità alcuna nelle incombenze domestiche, la si schernisce dicendo (tradotto in italiano) che non è nemmeno capace di attaccare un bottone...prendiamola come una sfida allora, e dimostriamo a tutti che -almeno sulla carta- i bottoni li sappiamo attaccare benissimo! ;-))



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24/06/12

Tecniche di resistenza

Non preoccupatevi, non ho intenzione di proporvi niente di difficile o faticoso, bensì di suggerirvi alcune tecniche di decorazione della carta ottenute attraverso un metodo di mascheratura che in inglese è chiamato resist, resistenza appunto.

Si tratta di una tecnica semplice da mettere in pratica e molto versatile perchè si presta ad essere interpretata in diversa maniera quindi, anche se l'avevamo già vista in un articolo precedente dove vi segnalavo un video di Jennifer McGuire ricco di spunti, direi che val la pena di tornare sull'argomento per approfondirlo.

La tecnica di resist o, se preferiamo un termine nostrano, di mascheratura si può realizzare in vari modi.
Il più classico ed utilizzato è quello ottenuto con le polveri da embossing:



Visto che risultati accattivanti si possono ottenere con una polverina trasparente ed un tampone per timbri di un solo colore?!

Se poi invece di utilizzare carta in tinta unita per la stampa e l'embossatura provassimo ad impiegare carta fantasia, come quella per scrapbboking, potremmo ricavarne effetti ancora più interessati:



Al posto di Michelle Wedemeyer avrei personalmente utilizzato una carta decorata con disegni minuti, ma naturalmente è solo una questione di gusti. ;-)

Se però non vi piace lavorare con la polvere da embossing o se non l'avete a disposizione sappiate che esiste un altro metodo di mascheratura, un po' più macchinoso ma sicuramente più economico ed altrettanto efficace, che si serve di un pastello a cera:



Non pensatelo però come un semplice ripiego, infatti esso potrebbe diventare la scelta d'elezione nel caso che desiderassimo mascherare una timbrata già colorata, state a vedere:



In questo video è molto carina anche l'idea di utilizzare la fustella di taglio (qui una Nestabilities ma lo si può fare anche con le Framelits) come protezione per salvaguardare dalla colorazione il contorno del pannello centrale.

Che ne dite, vi sono piaciute le tecniche che vi ho segnalato oggi? Allora divertitevi a sperimentarle...io l'ho già fatto! ;-)



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17/06/12

Scegliere la taglierina

Passare dalle forbici alla taglierina rappresenta per tutti i papercrafters un notevole salto di qualità, è dunque importante conoscere le caratteristiche del prodotto per non rischiare di restare delusi se si sceglie quello inadatto alle proprie esigenze.

Di modelli papabili in commercio ne troverete infatti parecchi, ciascuno con pregi e difetti dei quali è bene essere consapevoli per potersi orientare nell'acquisto con sicurezza e, soprattutto, senza lasciarsi influenzare dalle lusinghe della pubblicità o -peggio ancora!- dalla moda del momento.
Oggi, ad esempio, il modello che va per la maggiore è la taglierina a lama rotante:



Credo che buona parte del successo di cui gode sia dovuto alla possibilità di ottenere diverse varietà di tagli, oltre a quello rettilineo comune a tutte le taglierine. Si possono ottenere infatti tagli a zig-zag, a onda, a tratteggio o anche puntinati semplicemente sostituendo di volta in volta la lama:



Per assurdo però con la taglierina a lama rotante può essere più difficile ottenere il semplice taglio rettilineo, non perchè non sia in grado di eseguirlo ma perchè l'impugnatura è piuttosto ingombrante e copre completamente la scanalatura di taglio così che non si riesce a vedere esattamente dove la lama sta incidendo, occorre fidarsi ciecamente (è il caso di dirlo!) degli eventuali indicatori laterali.
Ciò non è un problema se dobbiamo tagliare un foglio in due parti, si va dall'inizio alla fine e l'operazione ci riesce perfettamente, ma se si abbiamo la necessità di tagliare fessure o finestre nella carta (come ad esempio in certi biglietti di auguri) con la lama rotante non abbiamo la possibilità di controllare con precisione la lunghezza del taglio e rischiamo di compromettere il lavoro.

Questo svantaggio non si presenta con la taglierina a lama scorrevole:



Qui la scanalatura di taglio è sempre ben visibile perchè la lama è di piccole dimensioni e gli indicatori di precisione sono più agevoli da posizionare, per contro questo modello esegue solo tagli rettilinei e l'unico gadget addizionale è la lama per cordonatura, un accessorio che non taglia ma che produce sulla carta delle linee embossate che possono essere utilizzate per ottimizzare le piegature:



Altre differenze tra i due tipi di taglierina riguardano la maneggevolezza e l'ingombro: le taglierine a lama rotante sono generalmente più voluminose e pesanti, hanno quasi sempre i bordi rialzati dal piano del tavolo e ciò potrebbe rendere più difficoltoso l'appoggio del foglio.
Le taglierine a lama scorrevole sono invece più leggere e a basso spessore così che il foglio da tagliare è sollevato di poco rispetto al piano di lavoro.

Entrambi i modelli, sopratturro quelli di dimensioni maggiori, possono essere dotati di un braccio estensibile che facilita la misurazione del foglio:



Per quanto concerne le misure, troverete per entrambi i modelli taglierine con luce di taglio di 22 o di 32 cm. e naturalmente la scelta dell'una o dell'altra dipenderà dall'uso che intendete farne: se realizzate prevalentemente cards o ATC vi basterà la taglierina più piccola, meno costosa e più maneggevole, se invece vi dedicate preferibilmente allo scrapbooking vi sarà più utile la taglierina grande perchè vi permetterà di tagliare anche le carte nel formato classico 30,5x30,5.

Per completare la panoramica sulle taglierine è doveroso menzionare anche la taglierina a ghigliottina, dove la lunga lama è fissa e montata su un braccio azionabile manualmente:



Esse rappresentano la soluzione ideale per ottenere lunghi tagli rettilinei in modo facile, preciso e veloce. Inoltre sono estremamente potenti e permettono di tagliare più fogli di carta per volta, qualità che le fa preferire in tutte quelle situazioni in cui si ha necessità di produrre tanto in poco tempo (pensiamo ad esempio a chi deve realizzare spesso partecipazioni ed inviti).
Inoltre non ci sono limiti alle dimensioni del foglio da tagliare perchè basta farlo scorrere man mano in avanti per prolungare quanto si vuole il taglio (ciò è molto utile se ha l'abitudine di comprare cartoncini di grandi dimensioni e poi sezionarli al momento del bisogno).
Il rovescio della medaglia è che le taglierine a ghigliottina sono molto costose, più del doppio rispetto alle altre taglierine manuali, e non sono molto versatili perchè eseguono solo tagli netti e lineari, senza grande controllo sulla lunghezza del taglio, vista la potenza della lama!
E a questo proposito attenzione alla sicurezza: quasi tutte le taglierine a ghigliottina sono dotate di un accessorio di protezione che dovrebbe impedire alle dita di finire sotto la lama:



Esso però è ingombrante e rende scomodo l'uso così che quasi sempre si finisce per smontarlo e lasciarlo da parte. In tali condizioni occorre fare quindi molta attenzione durante l'impiego della taglierina e, se avete per casa bambini, grandi o piccoli che siano, forse è meglio lasciar perdere! ;-)



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10/06/12

Vogliamo esagerare?!

Vi piacciono le cards multitasche, quelle in cui introdurre tags, segnalibri, biglietti d'auguri, cartamoneta, sagome fustellate e quant'altro la fantasia vi suggerisce? Naturalmente queste cose non si possono inserire tutte insieme nella stessa card.....o forse sì?

I biglietti d'auguri realizzati piegando la carta in modo da ottenere taschine da riempire in vario modo sono utili, ne abbiamo già convenuto, in molte occasioni: la più comune è sicuramente quella in cui ci si trova a dover accompagnare un regalo in denaro, perchè mettere in mano i soldi agli interessati è considerato poco elegante e racchiuderli in una semplice busta sembra un po' banale.
E poi ci sono tutte quelle situazioni in cui si sente la necessità di esprimere auguri più articolati, fatti di tante frasi in sequenza o, al contrario, non si sa bene cosa scrivere e allora arricchire il biglietto con decorazioni che spuntano qua e là aiuta a farlo sentire meno scarno e sintetico.

Insomma le possibilità d'impiego di una card come quella che vi segnalo oggi sono davvero infinite....così come sembrano infinite le taschine da riempire (io ne ho contate 13!).
Godetevi il video tenendo presente che l'autrice ha inspiegabilmente bloccato l'incorporamento del codice in altri siti, così che dovrete fare per forza un salto su Youtube per visionarlo:



Questo progetto è adattissimo anche per realizzare cards destinate ai bambini -che di solito snobbano il biglietto d'accompagnamento per concentrarsi sul regalo!- perchè si divertiranno a scoprire cosa contiene ogni taschina e, se su ciascuna delle sagome fustellate scriverete un frammento di frase, potranno alla fine ricostruire la frase intera come in un gioco enigmistico.
Oppure potrete promettere per ogni tag estratta una caramella o un giochino o una figurina della loro raccolta preferita e il biglietto d'auguri si trasformerà in un'allegra caccia al tesoro.

L'idea di partenza per questa card davvero non è male e, a mio avviso, possiamo muoverle una sola critica: l'aspetto dell'insieme è un po' confuso e forse sarebbe stato meglio non usare carte decorate per tutte le componenti, credo che se provassimo a realizzare la card in tinta unita e le tags in carta fantasia (o viceversa) probabilmente il risultato finale ne guadagnerebbe.
Per il resto niente da dire: qui ne abbiamo da sbizzarrirci per riempire tutte le tasche...eh sì, questa volta possiamo proprio esagerare! ;-)


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03/06/12

Colle speciali

Abbiamo già ampiamente trattato delle più comuni varietà di colla che vengono impiegate nei progetti di papercrafting ma non dimentichiamo che ne esistono altre, meno conosciute e meno usate, che sono tuttavia insostituibili quando si lavora con determinati materiali.

Chi, ad esempio, utilizza spesso la carta da lucido o vellum, avrà già scoperto a sue spese quanto sia difficile riuscire a nascondere le tracce di colla su questo materiale semitrasparente ed avrà probabilmente rimediato al problema mascherando con qualche altra decorazione i punti d'incollaggio. Non che sia un cattivo espediente ma sicuramente esso ci costringe a disattendere il progetto originale che avevamo in mente...
Meglio allora usare una colla specifica studiata appositamente per la carta da lucido, come l'Invisi Dots for Vellum di Glue Dots:



Essa è costituita da un foglio di acetato sul quale è distribuito l'adesivo, in forma di minuscoli puntini, protetto da un foglio di carta bianca. Per applicare la colla basta appoggiare il foglio trasparente con la parte adesiva contro il vellum, strofinare e sollevare: i micropunti di adesivo si trasferiscono sulla carta da lucido che può essere quindi incollata nella posizione voluta, come del resto faremmo con qualsiasi altra colla. La differenza sta nel fatto che l'adesivo speciale per vellum non mostra traccia della sua presenza, come potete osservare nelle immagini sottostanti dove sono stati messi a confronto vari metodi d'incollaggio:



Un altro tipo di colla molto utile in determinate situazioni è la colla per fustelle, la Double Sided Punch Tape, sempre di Glue Dots, l'azienda inglese specializzata nella produzione di adesivi per il papercraft:



Si tratta in pratica di un biadesivo in fogli che va applicato a carta o cartoncino prima di tagliarli con una puncher o con una macchina fustellatrice.
L'impiego è molto semplice: si taglia una porzione del foglio biadesivo di misura adeguata alla sagoma da fustellare, si leva la pellicola protettiva e si incolla il foglio sulla carta da tagliare.
Passato il foglio di carta nella Big Shot o nella puncher e ottenuta la sagoma desiderata, basterà togliere la seconda pellicola protettiva ed incollare la sagoma dove previsto.
Il vantaggio di questo sistema, oltre alla facilità d'uso, è che ci permette d'incollare perfettamente anche le sagome più elaborate o di piccole dimensioni, sulle quali è difficoltoso stendere la colla normale. E se vi coglie il dubbio che l'adesivo possa compromettere il taglio delle vostre fustelle, non temete perchè è formulato in modo da non lasciare tracce sul metallo.

Per ultimo ma non ultimo e dedicato alle decomaliache conclamate, è doveroso un cenno alla cosiddetta colla in film, ovvero un biadesivo sottilissimo ma di ampia superficie che è confezionato in bobine e che necessita di un'apposita macchinetta, la Creative Station di Xyron, per essere applicato:



Esso è l'ideale in tutte le occasioni in cui sia necessario incollare aree estese di carta in progetti che saranno soggetti a notevole maneggiamento, come ad esempio gli album di scrapbooking senza page protectors, che sono destinati a venir sfogliati ripetutamente con il rischio che la carta usata per lo sfondo si stacchi dalla struttura dell'album.
La Creative Station e le sue cartucce di ricambio hanno un prezzo apparentemente molto più alto di un qualsiasi altro biadesivo ma, se teniamo conto della maggior superficie d'incollaggio e delle potenzialità aggiuntive offerte dalle cartucce per laminare e magnetizzare, dobbiamo riconoscere che il costo è giustificato e si ammortizzerà con l'uso...io mi sono chiesta: quante confezioni di colla roller mi servirebbero per rivestire completamente, senza lasciare spazi, il retro di un foglio di carta da scrapbooking?...e così l'ho comprata.
Se farete il calcolo anche voi mi darete ragione! ;-)



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27/05/12

Il finto coccodrillo

A volte basta davvero poco per rendere interessante ed originale un biglietto d'auguri e, senza l'impiego di materiali costosi, si può comunque ottenere una card...di lusso!

Segno di distinzione e di agiatezza economica la pelle di coccodrillo era molto apprezzata anni fa e, prima che l'evoluzione della moda e le campagne animaliste la facessero cadere in disuso, era molto utilizzata per la produzione di accessori di abbigliamento come borse, scarpe, cinture, portafogli...
Perchè allora non riportarla in auge, perlomeno su una card?
E' quello che deve aver pensato l'autrice del video di oggi, realizzando un biglietto di auguri che pur non avendo niente di raffinato o lussuoso, anzi proprio perchè allegro e scanzonato, potrà rivelarsi utile per celebrare parecchie occasioni.

In particolare mi è piaciuta la tecnica impiegata per ottenere lo sfondo della card, il finto coccodrillo appunto:



Simpatica anche l'idea di utilizzare una puncher smerlata per riprodurre l'impronta di un morso, sebbeno dubiti che un coccodrillo abbia una dentatura così regolare! ;-)


Se poi cambiassimo il colore della carta e dell'inchiostro di finitura, se producessimo linee più o meno irregolari, potremmo ottenere combinazioni diverse ed una molteplice varietà di sfondi...direi che è senz'altro una tecnica da provare!



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20/05/12

Il campionario dei timbri

In un precedente articolo abbiamo preso in considerazione alcune idee che ci potrebbero aiutare a tenere in ordine e ben organizzati i nostri timbri ma, se ricordate, vi avevo già accennato ad un altro problema che potrebbe trovarsi ad affrontare chi di timbri ne ha accumulati un bel po'...

Sarà colpa dell'età che avanza, sarà che di memoria ne ho sempre avuta poca...resta il fatto che ho ben presente il disegno dei timbri che ho acquisito nell'ultimo mese, se faccio uno sforzo magari mi ricordo anche quelli acquistati nel corso dell'ultimo anno ma per il pregresso non ho speranze: alcuni timbri scopro di averli...o meglio riscopro di averli nelle sporadiche giornate di messa in ordine della mia area di lavoro! E saltano fuori così dei soggetti che sarebbero stati adattissimi a rifinire un progetto che ho appena completato...se solo mi fossi ricordata di loro!
Che spreco: che cosa me ne faccio infatti di tanti timbri se poi al momento del potenziale uso non mi ricordo come sono fatti?!

Non so per voi ma per me il problema principale è proprio questo: riuscire a ricordare il disegno esatto dei timbri che possiedo in modo da poter utilizzare il modello giusto nel momento giusto.....avere un timbro e non usarlo è come non averlo! ;-)

Quindi credo che, indipendentemente da dove e come abbiamo organizzato i nostri timbri, sia molto importante disporre di una sorta di schedario completo dei loro disegni da consultare tutte le volte che la memoria ci fa difetto (e a me succede spesso -sigh!-).

La soluzione potrebbe essere quella di conservare in una scatola, in modo da poterle sfogliare all'occorrenza, le illustrazioni d'esempio che accompagnano il timbro nella sua confezione di vendita...ma -ahimè!- non tutti i timbri ne sono provvisti! E allora?
Io il problema l'ho risolto realizzando un campionario di stampate e raccogliendole in un album che posso agevolmente e rapidamente sfogliare al momento del bisogno.

Avevo acquistato tempo fa degli album portafotografie di un formato insolito, Hanno forma squadrata di cm. 20x20 come gli album di scrapbooking:



Aprendoli però si capisce che sono album portafotografie tradizionali, con la taschina per la foto ed uno spazio a margine per le didascalie:



Tra l'altro non credo che siano acid free (non ne viene fatto cenno nella confezione) e le misure della taschina (13x19 cm.) sono un po' troppo limitate per un layout di scrapbooking però mi erano piaciuti per il caldo color tabacco delle pagine e per l'aspetto rustico (in uno di essi ho poi scrappato un libro di ricette).

Mi sono tornati utili anche in questa occasione: ho tagliato a misura della taschina trasparente dei fogli di carta bianca (la comunissima carta da fotocopie) e su ciascuno di essi ho stampato un set di timbrate, completandolo con il nome del timbro e con qualche annotazione:



All'interno della taschina, sotto il foglio timbrato, ho inserito, se disponibili, le illustrazioni d'esempio che accompagnano la confezione di vendita del timbro (tanto per avere un'idea di come verrebbe se colorato).

Adesso, ogni volta che devo realizzare una card o un layout, basta una sfogliata al mio campionario dei timbri: scelgo i disegni che mi sembrano più adatti poi vado a recuperare nei cassettini dove sono riposti i rispettivi timbri e me li tengo a portata di mano durante l'esecuzione del progetto...e posso dire addio agli estratti di fosforo e al succo di mirtilli, che tanto per la mia memoria non hanno mai funzionato! ;-)



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13/05/12

Le buste mascherate

I principi del riciclo ecologico, che negli ultimi decenni hanno cambiato e condizionato le abitudini e lo stile di vita della nostra società, hanno influenzato anche le attività creative così che spesso ci si imbatte in esperimenti di recupero fantasioso di comuni oggetti quotidiani altrimenti destinati alla spazzatura.

E, visto che la carta ed i suoi derivati rappresentano una buona parte dei rifiuti domestici, non possono mancare idee di papercrafting che mirino a riutilizzarli in modo creativo.

I video che vi propongo oggi hanno come protagoniste della trasformazione le buste, le comuni buste di carta che ci arrivano per posta e che contengono estratti conto, pubblicità o bollette da pagare, quelle buste che nemmeno guardiamo, che il più delle volte strappiamo per aprirle e che, una volta estratto il loro contenuto, finiscono immediatamente nel cestino dei rifiuti (quello della raccolta differenziata, si spera).
Se avremo l'accortezza, d'ora in poi, di aprirle con garbo e conservarle, ecco come potremo riutilizzarle...ad opera finita esse saranno così ben mascherate che sarà difficile, per chiunque non abbia assistito alla lavorazione, riuscire ad immaginarne la presenza!

Il primo video ci spiega come realizzare un mini album che nasce come contenitore per tags ma che può essere impiegato anche come portafotografie:



Qui invece vediamo un mini album dalla struttura più articolata del precedente ma anch'esso molto semplice da ottenere:



In quest'altro video infine ci viene mostrato come realizzare una card a scomparti in tre varianti diverse:



Che ne dite, non sono idee simpatiche per salvare un po' di carta dalla spazzatura? Però attenzione: se vi piacciono questi progetti ma non avete a disposizione le buste usate per realizzarli, non cedete alla tentazione di adoperare buste nuove...perchè altrimenti lo scopo del riciclo viene meno! ;-)



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06/05/12

Uno straccio per pennello

Se siete costantemente alla ricerca di stimoli per rinnovare l'aspetto dei vostri layouts o delle vostre cards, la tecnica che vi suggerisco oggi vi piacerà sicuramente...

E per vari motivi: prima di tutto perchè è facile e veloce da eseguire.
In secondo luogo perchè vi permetterà d'ottenere sfondi originali e personalizzati che potrete abbinare ai colori predominanti di foto o abbellimenti.
Infine, cosa che non guasta mai, non richiede un'attrezzatura particolare ma può essere realizzata grazie all'impiego di oggetti comunemente reperibili in tutte le case: qualche panno-spugna da cucina e degli elastici...
Sono riuscita ad incuriosirvi? Allora leggete oltre...

L'ispirazione mi è venuta un giorno che, gironzonzolando su Internet mi sono imbattuta in questi strani oggetti pubblicizzati come articoli didattici per l'eta prescolare:



Ho dovuto leggere la descrizione che, sul sito di lingua inglese, li classificava come brushes (pennelli) per capirne la finalità...ad una prima osservazione infatti li avevo scambiati per atrezzi da cucina, una sorta di straccetti col manico da strofinare sulle stoviglie per pulirle!
Una volta appurato che di pennelli si trattava, è stato logico domandarsi che razza di pittura fosse possibile ottenere con essi...e così ho fatto qualche esperimento. ;-)
Ho utilizzato dei panni da cucina che sicuramente avete già in casa anche voi:



Li ho divisi a metà, poi su ognuna delle due parti ottenute ho praticato dei tagli paralleli con la forbice:



Ho provato ad eseguire tagli di lunghezza e spaziatura diversa su ciascuna porzione, poi l'ho arrotolata su sè stessa fermandola con degli elastici:



Lo ammetto, non assomigliano molto ai pennelli colorati che vi ho mostrato nella prima immagine...a parte forse questo, tagliato a strisce più larghe:



Ho provato ad usarli con tutti i colori che avevo a disposizione: acrilici in tubetto, acquerelli, inchiostri e l'effetto macchiaiolo ottenuto mi è sembrato piacevole in ogni caso...ma giudicate voi, ecco il risultato del pennello a strisce larghe con due colori acrilici:



Questo è ciò che ho ottenuto usando gli acquerelli con lo straccio-pennello a strisce corte:



Con gli inchiostri liquidi (in particolare con un paio di refills dei tamponi Distress) ed il pennello a strisce lunghe e sottili si ottiene una punteggiatura più fitta:



Infine ho provato ad usare il panno-cucina arrotolato su sè stesso senza tagliarlo a strisce:



Ed ecco il risultato ottenuto:



Naturalmente i vari tipi di colore e di pennello si possono combinare a piacere per creare sfondi sempre diversi ed imprevedibili:



Con questa tecnica si possono realizzare le basi per pagine di scrapbooking o per biglietti di auguri, ad esempio io li ho utilizzati per produrre cards per la festa della mamma insieme ai fiori ottenuti seguendo un altro articolo della Guida(cliccate per il link):



Se vi piace l'idea non avete che da copiarla e, se in casa vostra ci sono bambini, fatevi aiutare da loro: sarà un momento di divertimento per tutti!



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